Laboratorio teatrale del “Cocito”: lo spettacolo davanti allo schermo

ALBA Il Laboratorio Teatrale Stabile del Liceo Scientifico “L. Cocito” di Alba, nell’impossibilità di procedere con le attività di prove volte alla consueta rappresentazione di fine anno, ha continuato a spron battuto l’attività a distanza, mantenendo i contatti con il coordinatore del laboratorio, l’attore Paolo Tibaldi.

Tibaldi, che per Gazzetta cura la rubrica “Abitare il Piemontese”, spiega «Nei mesi di Marzo e Aprile, dopo qualche titubanza iniziale, ci siamo presi un impegno quotidiano: ognuno dei trenta ragazzi, ha inviato sul gruppo WhatsApp del laboratorio un video in cui interpreta una lettura da un brano dalla letteratura teatrale. Le stanze, le pareti domestiche, i giardini degli studenti sono diventati il loro palcoscenico: le loro case sono diventate Teatro».

Giorno dopo giorno ha preso forma una performance virtuale che ha scandito i tempi della fase 1 del contenimento nazionale e ha permesso ai ragazzi di non perdere contatto con il palco.

Tibaldi precisa: «Sebbene il Teatro sia “l’arte dal vivo” per eccellenza, l’intento è stato quello di dar vita ad una vera e propria palestra emotiva. Il gruppo si è mostrato intelligente nel suo insieme, poiché sono stati affrontati tutti i generi drammaturgici, ispirandosi a moltissimi autori e ognuno si è messo al servizio di diversi messaggi. Tra le urgenze che sono emerse quella della manutenzione emotiva, che non conosce quarantena. “Voi non siete di legno o di pietra, siete uomini”, diceva Shakespeare»,

La durata complessiva sfiora quella della rappresentazione teatrale che quest’anno non potrà essere portata in scena nell’ambito del festival del teatro dei ragazzi per le prescrizioni dell’emergenza Covid-19: «Ma non volevamo rassegnarci agli impedimenti sanitari e così, aggrappati allo spirito di laboratorio, abbiamo preparato comunque una sorta di spettacolo. Nel mese di Maggio i ragazzi si stanno ancora cimentando con alcuni esperimenti di scrittura creativa; tutte attività surrogate al teatro “dal vivo”, complementari alla didattica alternativa», conclude Tibaldi

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Marcello Pasquero