Meglio la maestra, ma la Tv serve

SCUOLA La nuova sigla che tutti prima o poi abbiamo imparato a usare è Dad, cioè didattica a distanza, la nuova scuola ai tempi del Covid-19. Obbligata, più che dell’obbligo. Skype, Zoom, Google classroom, chat, videochat, aree virtuali – tutto tranne la cosa più importante e purtroppo al momento rischiosa e dunque impossibile: il contatto fisico, la presenza, la relazione diretta fra docenti e studenti, maestri e bambini.

Con in più una cosa inedita (e pericolosa, se pensiamo alla creazione di un possibile modello da portare avanti anche oltre l’emergenza), come l’estensione infinita del lavoro. Dei docenti e degli studenti. Una scuola a distanza che non finisce mai, senza orari e scadenze, perché da casa tutti siamo sempre connessi e connettibili.

Per questo anche la televisione e in particolare il servizio pubblico della Rai, sta dando il suo contributo a un modello scolastico inedito. In collaborazione con il Ministero dell’istruzione è in onda su Rai gulp (e, poco dopo la fine, su Rai play) La banda dei fuoriclasse, che dal lunedì al venerdì, dalle 9.15 alle 12.15, fino a fine maggio terrà lezioni per tutti.

Due le fasce orarie: la prima, di un’ora, dedicata agli alunni delle elementari e una seconda, di due ore, per gli studenti di medie e superiori. I materiali sono autoprodotti o presi dagli archivi e offrono lezioni di materie scolastiche, tutorial per disegni e lavori da bricoleur.

In generale, poi, nelle altre ore del giorno sui canali del digitale terrestre e su Rai play è possibile trovare altri programmi dedicati alla didattica a distanza. Rai scuola e Rai cultura, uniti per l’occasione in Scuola@casa, offrono contenuti, metodi, piattaforme da utilizzare come introduzione alla didattica a distanza e come primo approfondimento.

Poi vengono le materie singole: lezioni in brevi clip di lingue straniere, latino e greco, fisica, scienza e matematica. E ancora gli speciali sull’arte, la storia, la letteratura, l’economia. Non sarà come studiare insieme o confrontarsi con le parole di un libro, ma la necessità porta ad accettare la distanza a volte un po’ fredda di un video didattico.

Con il suo archivio potenzialmente sterminato, Rai play può anche essere consultata liberamente alla ricerca di contenuti didattici: per i piccoli, le clip di Linea blu e Geo o la serie Diario di casa (con altri tutorial su disegni, ritagli, piccoli oggetti da costruire a mano); per i teen (spiace usare l’inglese per scrivere ragazzi o adolescenti, ma l’espressione dei motori di ricerca purtroppo è questa: Rai play teen) contenuti su richiesta d’argomento scientifico e frammenti da trasmissioni come Presadiretta, Sapiens, Città segrete.

La scuola è un’altra cosa, ma per il momento questo è il nostro presente. Nella speranza che diventi solo una parte del futuro in attesa.

Roberto Manassero