Rolfo: «Il problema è finanziario»

IMPRESE  Anche la storica azienda braidese Rolfo Spa ha avviato la Fase 2. La ditta, che realizza principalmente bisarche per il trasporto vetture, ha riaperto i cancelli lunedì 4 maggio. Sono rientrati in azienda tutti i 400 dipendenti, che erano in cassa integrazione Covid-19 dal 16 marzo, data in cui la dirigenza aveva decretato lo stop alla produzione.

In ciascuno degli ingressi (corso 4 novembre, via Europa e via 1° maggio) i lavoratori sono accolti dai responsabili della sicurezza, che – oltre a consegnare una mascherina chirurgica – rilevano la temperatura.

Giovanni Giroldo, responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp) del gruppo: «Disponiamo di grandi spazi, per cui abbiamo creato percorsi che servono per accedere agli spogliatoi e ai reparti e percorsi per le uscite, rigorosamente distinti. I bagni, gli ambienti comuni, le zone in cui ci sono i distributori del caffè, sono provvisti di prodotti igienizzanti per le mani. Anche in mensa, con un grande sforzo economico, abbiamo distanziato i tavoli e messo un pannello di plexiglass che separa i due commensali». Poi conclude: «A fine pasto chiediamo a tutti di igienizzare la propria postazione: su ogni tavolo abbiamo collocato uno spruzzino con un prodotto apposito per la sanificazione».

La Rolfo Spa, che nacque nel 1885, è oggi attiva nella produzione di bisarche per il trasporto di veicoli (automobili generiche, da collezione, sportive, trattori stradali, cabinati, trattori agricoli, fuoristrada, Suv e veicoli commerciali di qualsiasi genere) ed è gestita dai cugini Dario, Renato, Roberto, Mario, Enrico e Daniela Rolfo.

L’amministratore delegato Roberto Rolfo spiega: «Al momento abbiamo solamente commesse per i prossimi tre mesi. Ma oggi il problema più grave è quello finanziario: durante il periodo di chiusura, non abbiamo avuto incassi, ma i fornitori devono essere pagati. Se il Governo non garantisce liquidità alle aziende, andremo presto in grave sofferenza».

Conclude Antonio Ghigo, responsabile delle risorse umane: «Al suo ritorno, un nostro dipendente mi ha detto: “Sembra di stare in un film”. Ma è realtà quella che dobbiamo vivere, usando tutti gli accorgimenti, per lavorare e allo stesso tempo evitare che riparta il contagio».

Valter Manzone