A Monticello una casa di riposo da prendere ad esempio

MONTICELLO La casa di riposo Margherita Farinasso è stata riconosciuta come modello da prendere ad esempio per le altre Rsa del territorio: a stabilirlo è stato l’organismo di vigilanza sanitaria preposto al controllo delle strutture nel corso della seconda visita effettuata presso la residenza monticellese. Il presidente Natalino Cavallari rifiuta ogni trionfalismo: «La cautela non è mai troppa e farsi i complimenti è sempre rischioso. Abbiamo fatto soltanto ciò che andava fatto, sempre nella speranza che ogni scelta si rivelasse la migliore possibile». Sulla qualità delle decisioni i risultati non mentono: nessun caso di Covid-19 registrato all’interno della struttura e tutti i tamponi effettuati agli ospiti e ai collaboratori della struttura sono risultati negativi.

Certo ha contribuito il fatto che nel Comune di Monticello non si siano ancora riscontrati casi di contagio. «Abbiamo goduto di una buona dose di fortuna. Essere inseriti in un territorio senza casi di contagio è un primo fattore importante. Ma la fortuna va anche aiutata», ha aggiunto il presidente. Dal 23 febbraio sono state contingentate le visite, fino a bloccare del tutto gli accessi, dai fornitori ai parenti. «È stato difficile far passare questo messaggio all’inizio, poi sia gli ospiti che i parenti hanno dimostrato il miglior spirito collaborativo. Ci ha onorato sapere di avere la loro fiducia».

Con l’uscita delle norme riguardanti la gestione dei contagi all’interno della struttura è cominciata la mobilitazione. Continua Cavallari: «Anche se avevamo visioni diverse per la gestione dei casi di contagio meno gravi, ci siamo allineati alla normativa e, oltre al protocollo di prevenzione, ci siamo occupati anche di quello di gestione». È stata, infatti, modificata la logistica della struttura: il salone refettorio è diventato un’area Covid-19 con dieci posti letto, mentre sono stati creati tutti gli spazi dedicati alla quarantena. Al termine dei lavori di organizzazione sono arrivati i complimenti dell’organismo di vigilanza. Il quadro dei fattori che hanno contribuito a tenere fuori dal pericolo del contagio la struttura conta dunque numerose variabili. «Sarebbe stato impossibile senza il supporto di tutto il nostro personale. Devo essere schietto: abbiamo fatto una riunione generale all’inizio in cui sono stati esposti i rischi e solo una signora, per motivi familiari, si è ritirata. Tutto il personale ha risposto in maniera eccezionale, dimostrando uno spirito di coesione fortissimo. Il rispetto della quarantena da parte dei nostri collaboratori è stato ferreo».  Quest’anno si sono registrati appena 6 decessi (nessuno per Covid-19) contro i 14 dell’anno passato nel medesimo periodo. Conclude Natalino Cavallari, dimostrando che dalle crisi più profonde c’è molto da imparare: «L’isolamento ha fatto sì che malattie come la bronchite fossero quasi azzerate, tutto a vantaggio degli ospiti. Contingentare le visite dall’esterno è una considerazione da valutare anche per il prossimo inverno».

Federico Tubiello