Carlo e il pastore australiano Myrtille in lotta contro le polpette killer

Il pastore australiano Myrtille con il suo conduttore Carlo Geymonat.

BRACCONAGGIO Alle Polizie municipali e ad altre Forze dell’ordine anche nell’Albese sono giunte molte segnalazioni di polpette avvelenate contro i lupi e animali domestici. A volte l’unica traccia, però, sono le carcasse degli animali. Ed è un cane, Myrtille, che ha il compito di segnalare eventuali esche sospette. L’unità cinofila antiveleno che fa riferimento alla Città metropolitana di Torino, ma che si spinge in diverse zone del Piemonte, è composta dall’istruttore direttivo di vigilanza Carlo Geymonat e dal cane pastore australiano. L’attività di Myrtille e del suo conduttore si svolge in collaborazione con il Gruppo cinofilo antiveleno regionale e rientra anche tra quelle previste nel progetto europeo Life wolf alps Eu, per il monitoraggio del lupo, il predatore per eccellenza sull’arco alpino.

Il lavoro di addestramento di Myrtille è stato specifico, come spiega Geymonat: «È stato abituato a non mangiare nulla al di fuori della sua ciotola. Se c’è qualcosa di commestibile lo segnala e si siede. Si tratta di un animale molto giocoso, che ama trovare qualcosa per il suo padrone. A volte quando siamo al parco con la famiglia è capitato ci segnalasse dei pezzi di pane. Possono essere semplici resti di un picnic, ma anche materiale da repertare ed eventualmente analizzare».

Le azioni maggiori dell’unità sono orientate contro il bracconaggio. «Alcuni nostri interventi si sono svolti in Valle Stura dove era stato trovato un lupo agonizzante, poi morto per avvelenamento, siamo stati anche a Pontechianale dove era stata uccisa una volpe. In Val Tanaro abbiamo fatto delle ispezioni preventive dopo che erano state rinvenute carcasse di pecora, probabilmente preparate per il lupo». La convivenza tra l’animale e l’uomo non è sempre facile, come dimostrano i dati relativi agli attacchi dei lupi agli allevamenti di ovini e caprini, in costante aumento nelle nostre zone. Diversi casi riguardano Murazzano, Dogliani, passando per Castino, con un’importante novità anche nel Roero. «Proprio pochi giorni fa, dopo gli esiti degli esami specifici realizzati su tessuti e tamponi, abbiamo avuto la certezza del primo attacco dell’anno di lupi nel Roero, tra Santo Stefano e Monteu, dove sono stati uccisi tre capi», dice Giovanni Ercole, referente per la fauna selvatica dell’Azienda sanitaria di Alba e Bra, che partecipa al progetto Life di monitoraggio degli animali, insieme a diversi altri enti ed esperti. «La nostra analisi non si basa soltanto su eventuali carcasse di vittime del predatore, ma anche sulla ricerca di segni di presenza del lupo in determinati tratti o sentieri che percorriamo con specialisti. Dalle feci, dopo esami specifici, riusciamo a capire cosa ha mangiato un esemplare, se era maschio o femmina e, se sono stati censiti, anche chi sono i genitori. In autunno il monitoraggio riguarderà anche il territorio della Langa albese».

Daniele Vaira