Il capo della Polizia Gabrielli annuncia che tra Piemonte e Valle d’Aosta ci saranno 146 agenti in più

CEVA «La scelta di chiudere la polstrada di Ceva, come altre in Italia, non è una privazione né il capriccio di un burocrate che non ascolta il territorio. Non abbiamo depotenziato il presidio stradale. Ho letto questa tesi, ma è falsa. Abbiamo invece trasformato il presidio di Ceva in un ufficio avanzato sul territorio, dando un servizio utile alla popolazione. Un’occasione più unica che rara, che abbiamo colto al volo e di cui vi ringrazio». Così il prefetto Franco Gabrielli, capo della polizia, questa mattina nella sala Borsi di Ceva, prima di firmare una convenzione per cambiare in autunno la sede della polstrada in un ufficio a cui richiedere e ottenere pratiche di polizia amministrativa: passaporti, licenze, porto d’armi.

«La polizia stradale – ha aggiunto Gabrielli – è stata e sarà potenziata ancora: previsto in provincia di Cuneo il passaggio da 32 a 46 agenti, con molte più pattuglie sul territorio, mentre la specialità della polstrada di Piemonte e Valle d’Aosta aumenterà di 146 unità».

Dopo una visita alla caserma poco lontano Gabrielli è partito alla volta dell’Università di scienze gastronomiche a Pollenzo di Bra per un vertice con i questori di Piemonte e Valle d’Aosta. Alle 15.30, in municipio ad Alba firmerà un protocollo analogo a quello di Ceva per aprire un ufficio per pratiche di polizia amministrativa in locali messi a disposizione dell’amministrazione. Anche in questo caso l’ufficio, inedito per la capitale della Langhe, sarà operativo dall’autunno.

Ansa