In Piemonte parte una profonda trasformazione del trasporto pubblico

TORINO Cambia la società, cambia la mobilità, deve cambiare anche il trasporto pubblico. «Sappiamo che non tutti gli abbonamenti saranno rinnovati e che la domanda di trasporto pubblico diminuirà in funzione delle quote di smart working che saranno mantenute», spiega l’assessore ai trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi. «Ci saranno meno passeggeri e in orari diversi. Chiaramente questo imporrà un cambiamento di orari e di mezzi: non potremo lasciare un autobus o un treno in orari a bassa frequentazione e dovremo rinforzare i servizi su orari nuovi, sapendo che le risorse economiche ci sono, ma sono limitate. Abbiamo chiesto a Roma l’anticipo dell’80% dei 500 milioni di euro del fondo nazionale per i trasporti di e stiamo aspettando la firma del decreto. Questo ci consentirà di pensare a una ristrutturazione profonda, ma dovremo essere veloci e precisi per non sprecare nemmeno un euro».

L’assessore regionale ai trasporti Marco Gabusi e la presidente dell’Agenzia della mobilità piemontese Licia Nigrogno

Per rivedere il sistema del trasporto pubblico si stanno raccogliendo dati e informazioni, anche attraverso questionari destinati alle aziende e alle scuole, e nel mese di luglio l’Agenzia regionale della mobilità potrà ridisegnare l’offerta di treni e autobus. «Crediamo – evidenzia la presidente dell’Agenzia della mobilità piemontese Licia Nigrogno – nel potere del dialogo con i protagonisti del cambiamento di paradigma che stiamo vivendo. Stiamo realizzando un’offerta che andrà di pari passo con le variazioni delle abitudini lavorative e sociali che si verificheranno. Abbandoniamo un sistema calato dall’alto in favore di una programmazione aperta alle esigenze e alle suggestioni che arriveranno».

L’idea alla base della riorganizzazione è quella di favorire l’utilizzo dei servizi di trasporto pubblici e privati, rendendoli accessibili e integrati attraverso un’unica piattaforma digitale e un unico sistema di pagamento.

«Mentre cerchiamo di ampliare la capacità di carico dei mezzi insistendo sull’eliminazione del distanziamento a bordo e mantenendo solo l’obbligo di mascherine, abbiamo l’opportunità di disegnare, insieme con tutti gli attori di riferimento, il piano decennale dei trasporti 2020-2030 e allo stesso tempo il programma triennale dei trasporti 2021 -2023», conclude Gabusi. «È un’opportunità proprio perché possiamo farlo in un momento di cambiamento storico importante. Ed è un’opportunità che non vogliamo perdere».