In provincia di Cuneo la banda ultralarga resta ancora un miraggio

28TECNOLOGIA La banda ultralarga continua a essere un miraggio per il Piemonte e soprattutto per la provincia di Cuneo. Al di là dei disagi tecnologici, dovuti a connessioni scarse che non permettono lo svolgimento di buona parte delle attività quotidiane (dal lavoro, alle lezioni, fino alle richieste per sussidi o alle procedure burocratiche), la questione potrebbe trasformarsi in un danno economico perché sono a rischio i fondi europei, come denuncia il vicepresidente all’innovazione di Anci Piemonte e vicesindaco di Villanova Mondovì, Michele Pianetta: «Non possiamo permetterci di perdere i finanziamenti europei per la banda ultralarga. Così non si può andare avanti: i sindaci hanno fatto la loro parte, ce l’abbiamo messa tutta per favorire lo snellimento delle procedure interloquendo con Comuni e Province per superare le criticità».

I numeri sono impietosi, come spiega ancora Pianetta. «Complice forse la particolare geomorfologia, il Piemonte è tra le regioni più penalizzate per quanto riguarda l’avvio della banda ultra veloce. In provincia di Cuneo, ad esempio, la fibra è stata attivata solo a Carrù e a Villanova Mondovì mentre i lavori sono ancora aperti in 60 Comuni. Inutile dire che, in un periodo delicato come quello attuale, la mancanza di una connettività veloce si è fatta sentire e le segnalazioni che come Anci abbiamo ricevuto da cittadini e imprese sono state tante». Un controsenso visto che la provincia Granda è tra i territori più sensibili al tema dell’innovazione. Il Cuneese, con 53 progetti per un valore complessivo di 600mila euro, ha registrato il record di finanziamenti in Italia. «Eppure, se da un lato, quando c’è di mezzo l’Europa, i progetti decollano, dall’altro, quando tocca all’Italia, i problemi non mancano. E questa volta c’è il rischio di perdere i fondi europei», conclude Pianetta.

La navigazione su Internet è anche peggiore e più difficoltosa nei comuni montani. Una situazione già denunciata dall’Uncem e fatta propria da Roberto Bodrito, presidente dell’Unione montana alta Langa. «Una carenza che è diventata insostenibile. Bisogna che anche i piccoli comuni montani possano contare su tecnologie adeguate e veloci».

Daniele Vaira