Tecnologia 5g, Alba ne discuterà in una prossima riunione di Giunta

ALBA È dall’inizio del 2019 che in provincia di Cuneo – e in tutta Italia – si parla di 5g, ovvero di quella tecnologia destinata a rivoluzionare i servizi digitali garantendo una copertura wireless a banda ultra-larga. In molti si sono preoccupati per gli effetti che i nuovi ripetitori, che andranno a sostituire gli attuali a tecnologia 4g, potrebbero avere sulla salute umana: i ripetitori sarebbero infatti più piccoli ma più numerosi e la comunità scientifica si è spaccata in due sugli effetti delle onde elettromagnetiche sull’uomo. Tra chi ha lanciato l’allarme c’è l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibili cancerogeni”. Intanto il primo studio indipendente condotto in Italia dall’istituto Ramazzini di Bologna ha individuato un’incidenza maggiore di tumori maligni per chi è esposto alle radiofrequenze della telefonia mobile.

Ma in tutto questo, qual è la posizione di Alba? Contattato dalla Gazzetta, il sindaco Carlo Bo ha detto che formalmente non c’è ancora stato un passaggio in giunta su questo argomento. Ma il primo cittadino albese si è impegnato per portare la discussione in una delle prossime riunioni di Giunta, insomma al più presto. Intanto sono diverse le associazioni che informalmente si sono riunite con l’intenzione di organizzare un evento di sensibilizzazione aperto alla cittadinanza nei prossimi mesi. Gazzetta aveva già intervistato l’assessore all’ambiente Marco Marcarino e pubblicherà nuovi aggiornamenti non appena disponibili.

Alba non appare tra i comuni italiani in fase di sperimentazione, ma nella lista pubblicata dall’Agcom nel maggio 2018 ci sono decine di paesi della provincia di Cuneo, i cui sindaci non sono mai stati allertati dalle autorità competenti. Così negli ultimi due anni è partita una campagna di sensibilizzazione a opera dell’Alleanza italiana stop 5g: a oggi sono quasi 300 i Comuni che si sono espressi contro il wireless di quinta generazione, posizione per altro fatta propria anche dall’Associazione nazionale dei piccoli comuni d’Italia (Anpci), guidati dalla sindaca di Marsaglia Franca Biglino. Le amministrazioni che si sono opposte hanno deliberato ordinanze urgenti facendo leva sul principio di precauzione, per impedire l’installazione delle nuove antenne fino a quando non verranno realizzati nuovi studi indipendenti che facciano chiarezza sugli effetti del 5g sull’uomo.

Maurizio Bongioanni