Alba-Verduno: dei servizi ospedalieri e ambulatoriali cosa trasloca e cosa resta in città (FOTOGALLERY)

ALBA-VERDUNO Chi si è trovato a prenotare prestazioni mediche o visite ambulatoriali nelle ultime settimane agli sportelli dell’Asl Cn2, in certi casi si è visto direzionare verso Verduno, in altri verso l’ospedale di Alba, ma anche verso i diversi ambulatori presenti in città. Sì, perché l’apertura del Ferrero non implicherà la chiusura della altre strutture albesi, che rimarranno aperte per una serie di servizi a disposizione dei cittadini.

Come spiega il direttore generale Massimo Veglio, «al Ferrero verranno effettuati tutti i ricoveri, gli interventi chirurgici e tute le prestazioni che richiedono macchinari presenti in ospedale o che richiedono
un’assistenza particolare». Per esempio, le radiografie e le ecografie continueranno a essere effettuate nel reparto di radiologia del San Lazzaro, mentre la risonanza magnetica sarà a Verduno.

In egual modo, per una semplice visita cardiologica bisognerà sempre recarsi nell’ospedale albese, mentre per prestazioni invasive sarà necessario spostarsi a Verduno, come per le gastroscopie e le colonscopie.

«Nel momento della prenotazione della visita, saranno gli addetti del Cup a indicare la sede della prestazione. Chi invece aveva prenotato tempo fa una prestazione al San Lazzaro, ora trasferita a Verduno, verrà ricontattato telefonicamente», precisa il direttore.

Per tirare le somme, tutto ciò che non necessita di una struttura ospedaliera rimarrà sul territorio, esattamente dove si trova in questo momento. Al San Lazzaro, non soltanto gli ambulatori specialistici di primo livello, ma tutta una serie di servizi di cui usufruiscono abitualmente i cittadini, come il punto prelievi, con le restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria.

Anche nel corso di questa settimana, il servizio non è stato interrotto, se non durante la giornata di venerdì 17 luglio, in tutti i punti prelievo dell’Asl. Nell’ospedale albese, rimarrà anche attivo l’attuale reparto di
radiologia. Continuerà a essere attivo anche l’ex convitto di via Vida, con gli sportelli amministrativi, gli ambulatori specialistici attuali e altri in fase di avvio per i pazienti cronici, la medicina dello sport,
l’ambulatorio infermieristico, la direzione del distretto sanitario e il servizio di vaccinazioni e di prevenzione. In egual modo, nella sede di via Diaz, rimarranno gli ambulatori attuali e il consultorio.

Lo stesso discorso vale per il servizio di riabilitazione di via Toti, per la neuropsichiatria infantile di via Como e per la medicina legale di via Galimberti. Nessun cambiamento neppure per il Serd, che rimarrà in corso Michele Coppino, così come per la sede della guardia medica, attiva durante la notte e durante i giorni festivi nella sede della Croce Rossa in via Ognissanti.

Per i prossimi mesi, quindi, la casa della salute albese sarà una realtà diffusa tra diverse sedi. Una volta attivato l’ospedale, l’obiettivo sarà trovare il luogo per accogliere tutti questi servizi. In questo momento, la scelta è tra due alternative: il San Lazzaro o una nuova struttura in uno spazio comunale, come quello dell’ex mattatoio di corso Michele Coppino.

Francesca Pinaffo

 

Il trasferimento a Verduno nella mattinata di oggi, degli ultimi pazienti rimasti al San Lazzaro di Alba