Fusione Intesa-Ubi, offerta prolungata di due giorni. Adesioni oltre il 50 per cento

SISTEMA BANCARIO La Consob, commissione di controllo della borsa italiana, ha disposto d’ufficio la proroga di due giorni – fino al 30 luglio – del periodo di adesione all’offerta di scambio delle azioni Ubi banca con quelle di Intesa Sanpaolo. La decisione della Consob arriva dopo i chiarimenti ai rilievi sulla tabella inerente al valore del titolo Ubi banca in base all’offerta di Intesa Sanpaolo pubblicata sul sito internet della banca che sta per essere acquisita. Dopo il comunicato stampa di Ubi e considerato che la pubblicazione è «avvenuta – è scritto nella delibera Consob – in prossimità della conclusione del periodo di adesione e che, pertanto, appare necessario consentire agli azionisti di Ubi banca di disporre di un’informativa completa e corretta per un adeguato periodo di tempo», la Cosob ha deciso d’ufficio ad una proroga del periodo di adesione dell’Offerta.

Con riferimento al provvedimento Consob Ubi banca spiega in una nota: «Ubi conferma che, anche alla luce della motivazione Consob, la banca ha agito sempre in coerenza con le richieste dell’autorità, rispettando tempestivamente quanto da essa raccomandato».

Alla fine della giornata di ieri, lunedì 27 luglio,  le adesioni all’offerta pubblica di acquisto e scambio Intesa-Ubi avevano raggiunto il 43,48%.  L’offerta ha già incassato l’adesione dei grandi soci come le Fondazioni Crc (5,9%) e Banca del Monte di Lombardia (3,9%), di Cattolica (1%) e del patto dei soci bresciani (8%) mentre quello degli azionisti bergamaschi ha deciso di lasciare libertà di scelta.

Secondo fonti finanziarie vicine all’operazione il fondo Silchester che detiene l’8,5% del capitale Ubi sarebbe pronto ad aderire all’offerta pubblica di acquisto facendo varcare la soglia del 50 per cento.  C’è poi l’incognita del fondo Parvus che detiene il 7,9% e non si è mai sbilanciato sulla decisione.

Negli ambienti finanziari, intanto, si ritiene molto probabile che l’offerta raggiunga il 66,67% di adesioni, quota che consentirà a  Intesa Sanpaolo di garantirsi il controllo dell’assemblea straordinaria e procedere alla fusione con Ubi e alla vendita degli sportelli in eccesso rispetto alle regole sulla concorrenza a Bper.

Dura la presa di posizione di Intesa Sanpaolo che, attraverso un portavoce, sottolinea che la decisione della Consob di prolungare l’offerta è «motivata dai comportamenti tenuti da Ubi nei confronti dei suoi azionisti cui non ha rappresentato con chiarezza tutti gli elementi più rilevanti della nostra offerta».

Gli analisti di Equita, che è anche advisor di Cà de Sass, nel ribadire il loro consiglio ad aderire all’offerta, prevedono che il titolo Ubi «cominci a sottoperformare in maniera significativa» con un rischio di ribasso «superiore al 40%». Intanto, ieri, il titolo Ubi in Borsa ha fatto registrare un tonfo dell’8,82%, scendendo a 3,326 euro mentre Intesa ha ceduto lo 0,77% a 1,801 euro, allontanandosi dai valori dell’offerta. La performance è motivata dal fatto che i titoli di Ubi acquistati ieri sul mercato non potranno più essere apportati all’Opas di Intesa Sanpaolo e dunque non sono più supportati dal premio implicito nel concambio, pari al 44,7% rispetto alla valutazione precedente il lancio dell’operazione.