Globalizzazione e digitale sono le sfide della catechesi cristiana

EVANGELIZZAZIONE  La catechesi, nella vita della comunità cristiana, è dinamica e incarna i segni dei tempi, inoltre l’evangelizzazione è il compito che il Signore ha affidato alla sua Chiesa per essere nel mondo e in ogni tempo l’annuncio fedele del suo Vangelo di amore. Per questo la Chiesa ha voluto offrire un nuovo Direttorio per la catechesi dopo l’ultimo pubblicato nel 1997.

Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione
DIRETTORIO PER LA CATECHESI
edizioni San Paolo
432 pagine
16,00 euro in brossura; 22,00 euro cartonata

Il processo di inculturazione sta caratterizzando particolarmente la catechesi ai nostri giorni, ponendo la Chiesa dinnanzi alla grande sfida del digitale che risente della globalizzazione e ne determina lo sviluppo. Il linguaggio, i comportamenti e spesso le relazioni umane sono determinati dal digitale e quindi rapidamente mutevoli e sempre nuovi. Per questo la Chiesa deve abitare il linguaggio, attraverso il quale educare ed evangelizzare.

Il Direttorio non presenta però solo le problematiche inerenti alla cultura digitale, ma suggerisce anche quali percorsi intraprendere affinché la catechesi diventi una proposta reale e adeguata al tempo in cui si incarna. Preoccupazione e impegno che, a partire da Paolo VI fino all’attuale Papa, diventa una vera e propria missione.

Benedetto XVI nel 2011 scriveva nel documento Porta fidei: «Dovrà intensificarsi la riflessione sulla fede per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole e a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che l’umanità sta vivendo».

Un altro tema che si pone fondante nella catechesi è la misericordia in quanto centro della vita di fede, così come papa Francesco scrive in Misericordiae vultus: «Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato».

La Chiesa può e deve abitare tutti i luoghi e tutte le culture e la catechesi, più di altre attività ecclesiali, ha il preciso compito di formare la persona. Un’altra dimensione della catechesi più volte sottolineata da papa Francesco è la “via della bellezza”, infatti annunciare Cristo significa che credere in lui e seguirlo non è solo cosa vera e giusta, ma anche bella, in grado di riempire la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda, anche in mezzo alle difficoltà.

Tutto il Direttorio pone al centro una catechesi kerygmatica con una forte valenza esistenziale, una catechesi che non mette più come suo unico fine il far conoscere i contenuti della fede e con quale pedagogia trasmetterli, ma che cura l’atto di scegliere la fede e dare il proprio assenso.

La scelta di fede, infatti, prima di considerare i contenuti a cui aderire con il proprio assenso, è un atto di libertà, perché si scopre di essere amati e la catechesi deve coinvolgere ognuno a fare esperienza della presenza e dell’amore misericordioso di Dio operante nel mondo.

Il Direttorio prende anche in considerazione i diversi aspetti e le questioni che richiedono una catechesi del tutto peculiare per far entrare pienamente la Chiesa in contatto con il contesto socio-culturale in cui opera: dalla pietà popolare al contesto ecumenico e interreligioso, dal mondo scientifico alla bioetica e all’ecologia, dall’impegno sociale e del mondo del lavoro ai poveri ed emarginati.

Una catechesi che tenga in considerazione le problematiche del mondo giovanile e sappia interagire con esso anche attraverso l’arte, la musica e i social.

La provocazione del Direttorio per la catechesi è chiara: «La parrocchia si interroghi sul tipo di catechesi che propone»; solo attraverso una reale conversione pastorale la catechesi potrà diventare nuovamente attrattiva per tutte le fasce d’età, perché vissuta come necessaria per la propria formazione e non solo per ricevere i sacramenti.

Walter Colombo