Il sindaco Fogliato: «Sta passando un’immagine sbagliata di Bra»

BRA «Ha avuto notizia dal collega assessore che gli era stato recapitato un avviso di garanzia: conosco Borrelli da tanti anni, è una persona corretta e trasparente che confido saprà dimostrare l’inconsistenza delle accuse mosse. Una precisazione alla quale tengo a prescindere dall’esito della vicenda investigativa e giudiziaria».

Il primo cittadino Gianni Fogliato, raggiunto al telefono esprime solidarietà all’assessore Massimo Borrelli 42 anni dipendente di Slow food, in consiglio comunale dal 1999, titolare fra le altre delle deleghe alla mobilità e trasporti pubblici e al turismo.

La notifica della Procura di Torino, assieme alle altre al termine dell’indagine congiunta fra Direzione investigativa antimafia, squadra mobile di Torino e nucleo investigativo dei Carabinieri di Cuneo: 12 arresti, alcuni a Bra e la scoperta di una “locale” della ‘Ndrangheta in città.

A quanto si apprende il covo del gruppo era un circolo privato in via XXIV Maggio: qui, arrivava la droga, cocaina e marijuana da Calabria e Milano, e arrivavano pure la armi, di ogni tipo e calibro. In un garage di via Montello un altro deposito temporaneo per la droga. Importanti contatti con altre famiglie affiliate  che garantivano lo smercio delle partite di stupefacente, del giro facevano parte anche dei braidesi, due si trovano ai domiciliari, mentre il terzo, di origini albanesi, si trova in carcere.

«L’immagine che si sta offrendo della mia città non è veritiera», ha controbattuto il primo cittadino. «Bra non è la città della ‘Ndrangheta, ci sono certo problemi di sicurezza ma sono questioni diffuse e senza colore politico; in questa operazione sono finiti in carcere gli organizzatori di un traffico di droga», ha spiegato. «Plaudiamo alle forze dell’ordine per il lavoro svolto e siamo sorpresi da questi sviluppi».

Davide Gallesio