L’Acquedotto delle Langhe dividerà una parte degli utili tra i Comuni

Un’immagine d’archivio relativa all’assemblea elettiva svoltasi a fine febbraio.

BOSSOLASCO Prima assemblea ordinaria dopo l’emergenza Covid-19 per l’Acquedotto delle Langhe e Alpi cuneesi (Alac). Durante l’incontro, svoltosi nella sede dell’Unione montana alta Langa, si è provveduto a ratificare il bilancio 2019, che ha registrato un avanzo di oltre 385mila euro. Soddisfatto il presidente Marino Travaglio: «Si tratta di un importo in linea con gli ultimi anni, il che dimostra che c’è grande coesione e unità di intenti. Per questo un doveroso ringraziamento va sia ai precedenti componenti del consiglio di amministrazione sia al rinnovato Cda e in particolare al vicepresidente Franco Sampò. L’assemblea ha deliberato di distribuire parte degli utili, considerando il difficile periodo economico e sanitario che si sta affrontando. Per le casse dei piccoli Comuni tali entrate rappresentano una risorsa importante e, in alcune occasioni, uno strumento per chiudere il bilancio». Alac svolge un servizio pubblico in merito alla raccolta, trattamento e fornitura di acqua potabile. La società è partecipata dalla Provincia, socio di maggioranza con il 53 per cento del capitale, e da 21 Comuni.

Un ulteriore aspetto che Travaglio ha voluto mettere in evidenza è il bel clima costruttivo che si è creato tra gli addetti ai lavori. «C’era un unico punto all’ordine del giorno con l’approvazione del bilancio, un’azione scontata, ed essendo un’assemblea ordinaria sarebbe bastata la presenza del 50 per cento degli azionisti, ma siamo arrivati al 75 per cento. Segno di un rinnovato interesse per la società, che si esprime anche attraverso un’alta partecipazione». I prossimi appuntamenti approfondiranno i progetti relativi agli investimenti pluriennali e al consorzio pubblico Cogesi, deputato alla gestione del servizio idrico nell’Ato 4 cuneese. Un programma di lavoro denso che non si è arrestato nemmeno durante l’emergenza. «Non ci siamo mai fermati, un po’ grazie allo smart working, un po’ grazie al fatto che i nostri dipendenti hanno uffici individuali e quindi non si possono creare situazioni di assembramento», ha concluso Travaglio.

Daniele Vaira