Le crudeltà vissute da un cinese durante la rivoluzione

LIBRO  «Il carpentiere Yong aveva passato molto tempo a studiare il disegno di una scala fornitogli da uno straniero, e un giorno aveva capito come fare. L’inaugurazione della prima chiesa cristiana di Putian, alla cui costruzione aveva preso parte, fu un evento che sconvolse tutta quanta la città. C’era ancora il cantiere dell’ospedale, ma, dappertutto, la gente strillava e faceva ressa per poter ammirare una cosa così strabiliante: la madre del carpentiere Yong aveva sollevato leggermente il suo abito lungo e, sotto gli occhi di tutti, con un’andatura barcollante, saliva per i gradini della scala con i suoi piccoli piedi fasciati. Sul volto di quelli che assistevano a un’avventura del genere si leggevano paura e trepidazione. Era riuscita a salire, ma doveva scendere. Stava per lasciarci la vita?».

IL VANGELO SECONDO YONG SHENG
Dai Sijie
edizioni San Paolo
432 pagine
20 euro

La storia si apre all’inizio del XX secolo, in un villaggio prossimo alla città costiera di Putian, nella Cina meridionale: Yong Sheng è figlio di un cesellatore e carpentiere che fabbrica fischietti per colombe addomesticate che, dopo aver seguito nel lavoro le orme del padre, ritiene di essere chiamato a una vocazione di pastore; divenendo così il primo pastore cinese della città.

Quest’uomo ha vissuto un’esistenza piena di sconvolgimenti quasi inimmaginabili, avendo sperimentato tutta l’evoluzione della Cina nel XX secolo, compresa la tortura da parte dei primi maoisti, e avendo sofferto profondamente «nella sua testa e nel suo corpo» gli effetti della rivoluzione di Mao. Infatti, quando i comunisti hanno preso il potere, tutte le religioni sono state bandite e il nonno dell’autore ha vissuto una vita miserabile, vittima espiatoria della “cosiddetta” rivoluzione culturale.

Una vita che ci viene raccontata in ogni dettaglio, «anche se, tuttavia, è un’opera di finzione, la realtà a volte è più dolorosa di ciò che è scritto», come dirà in un’intervista lo scrittore stesso. Yong Sheng ci porta nel suo universo, insegnandoci ad affrontare l’inevitabile crudeltà umana attingendo al bello. Dai Sijie, scrittore e regista cinese, figlio di un medico, nasce in Cina e da giovanissimo viene spedito nella provincia del Sichuan in un campo di rieducazione fino al 1974. Alla morte del capo supremo della Cina, Mao, riesce a entrare all’università dove studia storia dell’arte e ottiene così una borsa di studio in Francia. Da allora vive e lavora a Parigi.

c.w