L’ospedale Cardinal Massaia di Asti apripista per i micro pacemaker

L'equipe del nosocomio astigiano che ha eseguito l'intervento chiruirgico.

SANITÀ L’ospedale Cardinal Massaia continua a dimostrarsi un’eccellenza sanitaria in Italia grazie all’équipe di cardiologia, diretta da Marco Scaglione. Quest’ultimo e il dottor Paolo Di Donna hanno impiantato nei giorni scorsi (per primi in Piemonte), il pacemaker di nuova generazione Leadless micra A/V, su una donna di 55 anni.

Il nuovo pacemaker ha le dimensioni di una moneta da un euro, rispetto al classico apparecchio della grandezza di circa due orologi da polso. Le caratteristiche che lo rendono tanto efficace non risiedono solo nelle dimensioni. Spiega l’Asl: «L’inserimento di un tradizionale pacemaker avviene tramite il posizionamento sotto la clavicola della centralina da cui partono da uno a tre elettrodi, che raggiungono il cuore. Questo determina una serie di microproblematiche, individuabili principalmente nell’esposizione del paziente al rischio di infezioni esterne. Grazie a un sistema senza fili, il micro pacemaker riduce sensibilmente le eventuali criticità. Impiantato tramite la vena femorale, è introdotto attraverso un tubo della misura di un dito fino al ventricolo, dove viene poi rilasciato e fissato tramite quattro ancore».

Finora, però, presentava un limite: «Fissato su un’unica camera ventricolare, era in grado di agire solo sulla stessa, lasciando scoperto l’atrio. Il nuovo pacemaker, invece, tramite un sensore, permette di mantenere la sincronia tra le camere, garantendo con l’impianto di un solo apparecchio il corretto dialogo tra atrio e ventricolo».

Manuela Zoccola