Oggi, 19 luglio, comincia la storia dell’ospedale Ferrero sulla collina di Verduno

VERDUNO Domenica 19 luglio, ore 8: è entrato ufficialmente in funzione l’ospedale Ferrero, una delle grandi opere incompiute del territorio di Alba e Bra, a quindici anni dalla posa della prima pietra sulla collina di Verduno, dove questa mattina sono stati trasferiti i pochi pazienti rimasti al San Lazzaro di Alba.

Come previsto, non ci saranno inaugurazioni e momenti ufficiali. Anche  perché, nel frattempo, diversi reparti sono entrati in funzione da più di un mese, a  partire dalla medicina interna, che ha assorbito  tutto il fabbisogno dell’Asl Cn2, dopo il trasferimento e la chiusura dei reparti ospedalieri del Santo Spirito di Bra.

Ma anche il reparto Covid, dove da una settimana sono stati trasferiti anche i pochi pazienti che si trovavano ancora al San Lazzaro. Senza dimenticare le altre aree già attive nelle scorse settimane: l’endoscopia digestiva, gli ambulatori e il day hospital di oncologia e di ematologia, l’ambulatorio di terapia antalgica, gli ambulatori ospedalieri di neuropsichiatria infantile, il laboratorio di analisi, l’anatomia patologica, la radiologia (con le radiografie tradizionali, la tac e la risonanza magnetica), oltre al servizio di prevenzione e di protezione, diversi uffici di direzione, la cucina e la mensa. Ma è da questa mattina che la struttura sulla collina è diventata ufficialmente il nuovo ospedale del bacino di Alba e Bra, con l’apertura del pronto soccorso e la contestuale chiusura di quello del San Lazzaro di Alba.

«Per la cittadinanza, è importante sapere che, dalle 8 di questa mattina, 19 luglio, per ogni emergenza bisogna recarsi a Verduno e non ad Alba», precisa il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio.

Con l’attivazione del pronto soccorso, a Verduno è diventato operativo tutto il dipartimento di emergenza e accettazione, con la rianimazione, il servizio di emodinamica, il blocco parto e le sale operatorie, oltre a tutti i reparti oggi presenti al San Lazzaro, in modo da essere pronti a ricoverare i pazienti in urgenza.

Da domani, lunedì 20 luglio, la nuova struttura entrerà al cento per cento in funzione, con la ripresa delle prestazioni e di tutti gli interventi non urgenti, sospesi ad Alba da questa settimana, in modo da non sovraccaricare la struttura in vista del trasferimento.

In uno dei locali d’ingresso del Ferrero, per i cittadini, da domani saranno anche attivi i servizi di accettazione ospedaliera, di prenotazione delle visite specialistiche e di prestazioni ambulatoriali, oltre alla cassa per i pagamenti e allo sportello per la scelta o la revoca del medico di medicina generale.

In programma, anche se non nell’immediato a causa della rinuncia della ditta che si era aggiudicata il bando, sarà attivato anche un bar e un’area commerciale, con una serie di attività accessorie, come la parafarmacia.

Così, con la partenza del nuovo nosocomio, si chiude il capitolo delle gru e delle ruspe sulla collina di Verduno e si apre quello della storia dell’ospedale Ferrero, tutta da scrivere d’ora in avanti, con l’obiettivo di conquistarsi la fiducia della cittadinanza.

Francesca Pinaffo