Per Italia nostra l’Asti-Cuneo va terminata con criterio

VIABILITÀ Si sono ritrovati al centro polifunzionale Giovanni Arpino, venerdì 3 luglio, i rappresentanti dell’Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero, di Italia nostra e del comitato Sì, Sì, Sì, insieme ai cittadini braidesi e ai rappresentanti politici del territorio, per parlare del tema “Asti-Cuneo, un lavoro da terminare”.

Dopo un’analisi approfondita delle principali questioni economiche, giuridiche e del cronoprogramma teorico, si è cercato di mettere in luce gli elementi migliorativi che il territorio dovrebbe ottenere dal negoziato con la società Gavio.

Spiega Angelo Mallamaci, presidente della sezione braidese di Italia nostra: «Dopo gli incontri di Verduno con i sindaci del territorio e di Gallo Grinzane con la società concessionaria Autostrada Asti-Cuneo, rappresentata dal presidente Giovanni Quaglia, abbiamo ulteriormente ribadito i punti che vanno migliorati». E aggiunge: «Noi diciamo sì alla superstrada, sì al tunnel a una canna, per evitare danni ambientali in un territorio in parte in zona Unesco, e sì alle opere complementari, mentre ribadiamo il no al pedaggio per Verduno – la gabella sui malati – e alla discarica».

Nella serata si è anche sottolineato come da parte della ditta Gavio ci sia l’impegno a non realizzare appunto la discarica, a non far pagare il pedaggio agli utenti dell’ospedale e a rivedere il percorso del tronco A (Verduno-Cherasco), il cui progetto prevedeva due viadotti di oltre 2 chilometri, con una soluzione ancora allo studio, meno impattante, ma non ancora nota. Una preoccupazione emersa è certamente quella legata allo spostamento di tutta l’utenza braidese a Verduno: non solo sanitari e impiegati dell’Asl, ma anche gli ammalati, che devono utilizzare strade provinciali e statali, già ora molto intasate, sulle quali graveranno ulteriormente 2,5 milioni di affluenze annue verso il nuovo nosocomio. Conclude Mallamaci: «Non si conoscono nemmeno i tempi necessari per il potenziamento e il completamento di via Nogaris, l’unica opera complementare timidamente richiesta dagli amministratori del Braidese e promessa a suo tempo da Gavio».

v.m.