Santo Stefano Roero: servono tredici anni per sanare il bilancio comunale

SANTO STEFANO ROERO «I primi tre anni saranno i più duri»: così il sindaco Giuseppe Costa inizia a spiegare come sarà il piano di recupero di un passivo di bilancio certificato, secondo dati aggiornati, a 919mila euro. Il deficit è stato approvato dal Consiglio comunale con il consuntivo 2019. Prosegue il sindaco: «Dalla stima della Corte dei conti (956mila euro, nda) sono stati decurtati 37mila euro di contributi recuperati». Dilazionare i tempi di rientro. È questa l’opzione approvata dal Consiglio comunale. «Abbiamo preferito impostare una lunga scadenza. Recuperare un debito così elevato in tre anni era impensabile per noi», prosegue il sindaco. «Il piano si chiuderà in 13 anni, entro il 2032: siamo stati pessimisti, ma ci è sembrato opportuno partire da dati certi e non da previsioni», aggiunge Costa.

Non c’erano grandi margini di manovra per pensare il ripianamento: le linee guida prevedono, infatti, aumenti delle aliquote dei tributi comunali fino al massimo consentito e un deciso taglio delle spese.
«L’addizionale Irpef comunale passa dallo 0,2 allo 0,8 per cento; lo stesso per l’Imu, portata a 10,6 punti percentuali rispetto ai 9,6 degli scorsi anni», sottolinea il sindaco che, sul ridimensionamento delle voci di spesa, aggiunge senza sbilanciarsi: «Vedremo come fare, alcuni servizi dovremo tagliarli». Nel dettaglio la politica di austerità permetterà di ridurre il debito di oltre 11mila euro l’anno prossimo e 20mila nel 2022 (somme che si aggiungono ai 19mila già restituiti quest’anno). La situazione muterà radicalmente dal 2023, quando riprenderanno i trasferimenti da parte dello Stato, bloccati per i prossimi tre anni. Questo perché: «A causa della violazione delle norme del patto di stabilità, perderemo 103mila euro l’anno di finanziamenti previsti dal Fondo di solidarietà comunale», spiega Costa.

Al debito si aggiunge, infatti, una maxi ammenda da 300mila euro, da pagare allo Stato per investimenti che hanno sforato il tetto di spesa per gli enti locali. Cosa è successo? Afferma Costa: «Si è trattato di un errore nella rendicontazione delle opere di edilizia scolastica che, escluse per legge dai vincoli del patto di stabilità, sono state conteggiate come spese normali. Così siamo andati oltre il tetto massimo».
Giro di vite sulle imposte e tagli alle spese non sono l’unico campo d’azione per l’Amministrazione. «Abbiamo affidato a una ditta esterna la quantificazione dell’evasione fiscale: nel solo triennio 2016-2019 ci sono mancati pagamenti per oltre 20mila euro l’anno che dovremo ottenere, anche iniziando le pratiche di esecuzione», riprende il sindaco.

Affidato a professionisti anche il compimento dell’iter di rendicontazione delle opere pubbliche realizzate, non ultimato dagli uffici comunali. «Le somme erano state regolarmente stanziate, ma non liquidate», commenta Costa. Da questa procedura dovrebbero arrivare altri 200mila euro. «Con questi accorgimenti crediamo sarà possibile accorciare i tempi di recupero: si è preferito, però, nel piano di rientro, un approccio prudenziale per considerare lo scenario peggiore». Così è stato per il fondo relativo ai crediti di dubbia esigibilità, cioè quelle somme messe da parte per coprire eventuali ammanchi nei pagamenti delle imposte comunali: «Ci siamo basati, per calcolarlo, sugli incassi degli anni passati e non su previsioni», ha spiegato Costa.

La ratifica consiliare ha avviato l’ultimo passo del documento, inviato al Ministero delle finanze per il nulla osta definitivo: «Non abbiamo alcun motivo di ritenere che ci saranno problemi con l’approvazione. Stiamo lavorando bene e la stessa Corte dei conti ce lo ha riconosciuto», conclude il sindaco.

Davide Gallesio