Scout, come cambiano le attività estive del gruppo Alba 7

Foto di repertorio

ALBA «Siamo abituati a essere creativi, laboriosi ed economi». Parte da questa considerazione la panoramica di Erica Castagno, portavoce del gruppo scout Alba 7, sul calendario delle attività estive per le coccinelle e ragazzi del Reparto, anche noti come esploratori e del Clan: i tre gruppi d’età previsti dalle linee guida dell’Agesci, l’organizzazione dello scoutismo cattolico.

Per i più piccoli, le coccinelle: «Il tradizionale campo estivo di una settimana, a causa delle norme anti-Covid,  non sarebbe stato né bello né fattibile, fra distanze e turni da rispettare anche per mangiare». L’appuntamento, in corso di svolgimento, ha cambiato location: dalle vette alpine alla città, spezzato secondo un’impostazione giornaliera: «I bambini tornano a casa la sera» spiega la capogruppo di Alba 7. «Alle gavette, per i pasti, abbiamo sostituito stoviglie bio-degradabili evitando il rischio lavaggio; le attività si svolgono nel cortile della parrocchia di Santa Margherita, la nostra sede. Le direttive ci impongono gruppi da sette bambini al massimo: per alleggerire questo il momento dell’assegnazione, ci siamo ispirati alle scene di Harry Potter». Serpeverde, Tassorosso, Grifondoro e le altre casate sono diventate, come nel celebre saga, altrettanti identificativi per i bambini che potranno partecipare alle proposte: «ma senza mescolarsi fra loro» precisa.

 

Adeguamenti in corsa anche per gli esploratori: «Abbiamo optato per un serie di giornate-laboratorio nei fine settimana che si susseguiranno fino a settembre. Le normative impongono gruppi di 10 composti attraverso l’adesione volontaria ai programmi» prosegue  Castagno. Infine: «Quelli del Clan affronteranno il Sentiero degli Dei, una traversata a piedi, sull’appennino, da Bologna a Firenze» una soluzione che permetterà di conciliare l’esperienza della tradizionale route estiva, una traversata zaino in spalla, con le norme sanitarie. «L’uso delle tende è vietato in questo momento: per questo i ragazzi hanno cercato un itinerario che permettesse il pernottamento all’aperto con i sacchi a pelo»

Davide Gallesio