L’artista albese Enzo Mastrangelo espone ad Asti

Dagli acquerelli ai “balzi di colore”, per arrivare alle impronte lasciate da volti, oggetti e dettagli architettonici sul tessuto, senza cercare la verosimiglianza, ma piuttosto la verità dell’attimo rappresentato, nella sua essenza: l’artista albese Enzo Mastrangelo celebra venti anni di attività artistica con una personale allestita al Nuovo circolo culturale Al Pino, in via Natta 49 ad Asti. Primo jazz club della città nato negli anni ’60, tra le sale storiche di un ex convento in pieno centro storico, oggi è un luogo in cui la cucina a chilometro zero e la convivialità si incontrano con la cultura e con l’arte, trasformando le sue pareti in una galleria in continuo divenire.

La mostra di Mastrangelo sarà inaugurata sabato 5 settembre, alle 20, con una performance dal vivo dell’artista, le cui opere saranno esposte fino al prossimo 5 ottobre. Nel ripercorrere le tappe del suo linguaggio artistico, si comincia con gli acquerelli, che l’autore realizza facendo balzare da un foglio all’altro il colore ancora fresco, così da dare vita a veri e propri racconti, raccogliendo le sgocciolature. Spiega Mastrangelo: “In questo modo, si possono ricostruire le strade percorse dal colore, in parte sotto alla mia direzione e in parte in modo imprevedibile: per questo, mi piace parlare di “racconto-acquerello”, che partono da una prima linea a pennello che deposita una quantità di colore sul primo foglio, per poi balzare sugli altri fogli con segni imprevedibili che danno vita a percorsi improvvisi e non immaginabili in partenza”. In questo contesto, si inseriscono le opere Natività, Identità, Percorso Verticale e Vapori. Da qui, si passa  a The time identity, il progetto di Mastrangelo che mira a catturare l’identità, facendo passare un’unica pennellata di colore su teli adagiati su persone, oggetti o dettagli architettonici. Nel 2011, l’artista si è calato dalla Mole Antonelliana per coglierne un ritratto inedito, in occasione dell’inaugurazione di Artissima.

Negli anni, sono più di un centinaio i personaggi ritratti. Quattro linee  – quelle realizzate agli astigiani Paolo Conte, Giorgio Faletti e Massimo Cotto, e quella del vignettista Sergio Staino – saranno esposte nel circolo astigiano. Ma non mancheranno altre versioni di The time identity: dalle linee tracciate su dettagli architettonici della Reggia di Venaria a oggetti preziosi come la macchina per scrivere di Beppe Fenoglio, ma anche reperti archeologici rinvenuti sul territorio. Per accedere alla mostra, è necessario esibire la tessera Aics all’ingresso del circolo (per chi non ne possiede una, è possibile tesserarsi all’ingresso al costo di sei euro).