Malati neurologici a rischio forme Covid più gravi

NEUROLOGIA La presenza di patologie neurologiche pregresse, soprattutto su base vascolare o degenerativa, si associa sin dall’esordio a forme di infezione più gravi di Covid-19. Lo rivela uno studio dell’Università di Torino pubblicato dalla rivista internazionale Journal of Neurology.

La pubblicazione nasce da una ricerca svolta dalla Neurologia Universitaria del Dipartimento di Neuroscienze ‘Rita Levi-Montalcini’, diretta dal professor Leonardo Lopiano. Dei 344 pazienti giunti al Dea dell’ospedale Molinette dall’inizio di marzo fino a metà aprile con una diagnosi di Covid-19, 77, ovvero il 22% del campione, risultavano affetti da patologie neurologiche pregresse.

La maggior parte di queste erano rappresentate da malattie cerebrovascolari e da decadimento cognitivo. I due terzi dei pazienti affetti da patologie neurologiche presentavano una forma di infezione grave, con un rischio fino a 7 volte superiore rispetto agli altri pazienti, in particolare per quelli affetti da patologie cerebrovascolari e demenza. Il 90% di questi ultimi è stato ricoverato e in quasi la metà dei casi è stato necessario un supporto respiratorio meccanico, anche invasivo.

La presenza di malattie neurologiche rappresenta dunque un altro importante fattore di rischio che si aggiunge a quelli già noti, secondo lo studio, i cui risultati hanno un importante significato in termini di salute pubblica. Indicano infatti che tali pazienti devono essere attentamente ‘sorvegliati’, applicando in modo rigoroso tutte le norme di malattie neurologiche e un pronto intervento in caso di sintomi sospetti di infezione.

(Ansa)