Borgo San Lorenzo vince il Palio degli asini, il secondo dal 1990

SFIDA Un Palio diverso, andato in scena di prima mattina, con le mascherine sul viso, l’assenza di pubblico e il tifo da casa grazie alla diretta in streaming, ma che passerà alla storia anche per altro: aver riportato la corsa degli asini nella sua sede originaria e soprattutto per il trionfo di un borgo che non tagliava il traguardo per primo da trent’anni.
Si è conclusa con la vittoria

del borgo San Lorenzo l’edizione 2020 del palio degli asini: una vittoria in casa, dal momento che gli asini hanno corso sul campo allestita attorno al Duomo di Alba, tra piazza Risorgimento e piazza Rossetti, come accadeva fino a qualche decennio fa. Una scelta forse obbligata ma che, occorre dirlo, non ha suscitato gli entusiasmi dei bar e degli esercizi pubblici che gravitano sulle piazze Rossetti e del Duomo.
Domenica 4 ottobre, dopo le piogge dei giorni precedenti, la preparazione per la sfida è cominciata alle 7.30 sotto a un sole autunnale, in una piazza blindata. Attorno alla cattedrale di San Lorenzo un gruppo ristretto di figuranti per ciascun borgo, gli sbandieratori della Città di Alba e le autorità.
Come tradizione, tutto è cominciato con il sorteggio degli asini, quest’anno particolarmente importante: a differenza delle scorse edizioni, i nove borghi non hanno potuto contare su un asino di proprietà, ma hanno dovuto affidarsi alla sorte per entrambe le batterie della corsa, correndo con due animali sorteggiati.
Anche in questo caso, un modo per ritornare all’origine e per recuperare lo spirito goliardico con cui l’artista albese Pinot Gallizio ideò la manifestazione nel 1932. Abbinati asini e fantini, ciascun borgo ha scelto i nomi delle coppie: dall’immancabile Dosso su Strada Cauda di Santa Rosalia a Starnuto su Mascherina delle Rane, da Munta su Cala di San Martino a Barolo su Barbaresco dei Brichet, per citare alcune coppie.

Due batterie e finale a sei

Quando mancavano pochi minuti alle 9, con il tifo da casa del pubblico connesso in streaming, presente virtualmente in piazza grazie a sei telecamere, è cominciata la gara, con due batterie e la finale a sei, con i tre borghi arrivati in testa nella prima manche e i primi tre classificati della seconda.
Tra asini non troppo convinti di partire, altri diretti nella direzione opposta, qualche fantino a terra e altre coppie degne di una corsa ippica, la prima batteria ha visto ai primi posti il borgo delle Rane, San Martino e la Moretta. Nella seconda batteria, il Fumo e San Lorenzo, seguiti da Santa Rosalia. A dare spettacolo, ci ha pensato la finale, con i sei asini primi classificati schierati ai nastri di partenza, pronti a scattare. Dopo una caduta iniziale del Fumo e la Moretta in testa per la prima parte della corsa, pronta a ripetere il successo delle ultime edizioni, a mescolare le carte è stata la rimonta del numero 5 di San Martino e del numero 7 di San Lorenzo, che si sono sfidati in un testa a testa fino agli ultimi minuti.

Arrivo in volata

Ad arrestare la corsa del borgo bianco-verde, la sfortunata caduta a pochi metri dall’arrivo. Così, a tagliare il traguardo per primo, è stato San Lorenzo, con la coppia Morgan su Bugo, formata dal fantino Lukas Pfister e dall’asinella Pasquale. Per il borgo di piazza Duomo, si tratta della seconda vittoria nella storia del Palio, dopo quella del 1990. Dopo la consegna del drappo realizzato dall’artista albese Valerio Berruti, con l’arrivo degli sbandieratori del borgo vincitore, il centro storico si è tinto del blu del San Lorenzo, con la sfilata in via Vittorio Emanuele dei vincitori, con in testa la storica presidente Ines Manissero. «Fin da subito, siamo stati d’accordo a organizzare l’evento, nonostante tutte le difficoltà: per noi, è una vittoria storica», ha detto, subito dopo alla vittoria.
Si è conclusa così l’edizione 2020 del Palio degli asini, una manifestazione che si è rinnovata per coinvolgere la città con una nuova formula, come ha commentato il sindaco di Alba Carlo Bo: «Il mio ringraziamento e i miei complimenti vanno alla Giostra delle Cento torri e a tutti borghi, che con coraggio si sono messi al lavoro per non dover rinunciare a un momento così importante per la nostra città: dopo questa mattinata, sono convinto di aver fatto la scelta giusta a sostenere questa scelta».

Francesca Pinaffo