Le cooperative sociali chiedono congrui aumenti tariffari agli enti pubblici

CUNEO Il mondo delle cooperative ha risposto con sollecitudine e diligenza alle mutate esigenze legate alla pandemia, mentre gli enti pubblici non hanno riconosciuto l’adeguamento delle tariffe, in alcuni casi ferme da più di un decennio. In altri casi, pur essendoci un riconoscimento, questo è stato al di sotto degli aumenti contrattuali siglati con le organizzazioni sindacali nel 2019, con un più 6% sul costo del lavoro.

A introdurre il tema è Alessandro Durando, presidente provinciale di Confcooperative Cuneo che sollecita l’inserimento delle trattative per l’adeguamento delle tariffe dei servizi effettuati a favore del pubblico ai primi posti nell’agenda delle dinamiche sociali del cuneese, «favorendo un dibattito tra tutti gli interlocutori per evitare che si strutturino mercati del lavoro di serie B, a fronte di una costante e legittima richiesta sui temi del welfare. Questa situazione rischia di favorire le esperienze meno qualificate dove le progettualità vengono mortificate e prevale la logica dell’intermediazione di manodopera che svilisce la capacità di rispondere alle nuove istanze della società», sottolinea Durando ricordando che sono oltre 4.500 le persone coinvolte nel privato sociale sul nostro territorio.

Da un sondaggio realizzato tra gli associati di Confcooperative emerge che solo per l’11 per cento dei contratti con gli enti pubblici sono stati fatti aumenti tariffari coerenti con il rincaro del costo del lavoro mentre il 73% delle Cooperative lavora con prezzi bloccati da 4 o più anni. «Si evidenzia un’inadempienza a nostro avviso grave, che non riconosce la dignità e la professionalità dei lavoratori e mette in seria difficoltà le imprese in cui operano. Il tutto si accompagna a una contrattualistica pubblica che presenta basi d’asta insufficienti e aggiudicazioni incentrate solo sul maggior ribasso».

In questa prospettiva intendiamo coinvolgere i vari interlocutori che operano in questo mondo dal sindacato agli enti locali, consorzi socioassistenziali, Asl, e i luoghi che hanno una funzione di verifica controllo e promozione della cooperazione, quali l’Osservatorio provinciale della cooperazione,

L’obiettivo di Confcooperative  è la costituzione di un tavolo provinciale di dialogo tra mondo della cooperazione, consorzi, Asl e sindacati, per condividere un piano di azione che pervenga ad un superamento delle criticità attuali che potrebbero compromettere lo sviluppo del welfare nel nostro territorio e la continuità aziendale delle imprese.