Il progetto per la tutela delle rocche del Roero va a rilento

AMBIENTE Si chiama Salvarocche il progetto di tutela delle rocche del Roero che ha recentemente preso forma, con l’elaborazione di un primo protocollo di intesa scritto da sei associazioni (Comuneroero, Canale ecologia, Ecomuseo delle rocche del Roero, Parco forestale del Roero, Asfodelo e Italia nostra di Alba) a cui si sono aggiunte Pro natura e Italia nostra di Bra.  Il progetto è stato condiviso dalla maggioranza dei candidati sindaci alle elezioni del 2019, ma oggi, nonostante il lavoro delle associazioni nel preparare uno stadio embrionale del progetto, le Amministrazioni non sono ancora pronte per realizzarlo, nonostante i dodici Comuni interessati rappresentino un’area naturalistica di tutto rispetto: una dorsale di circa 40 chilometri con 8mila ettari di boschi e rocche.

Nell’incontro del 16 maggio 2019 al castello di Cisterna, 15 candidati sindaci su 23 avevano firmato il protocollo d’intesa sulle rocche impegnandosi a portarlo avanti dopo le elezioni, con il generale supporto anche dei candidati non firmatari. Il documento prevedeva la realizzazione di un progetto di tutela delle rocche del Roero, condiviso dai sindaci. In passato, ogni tentativo di costituire un’area di tutela dell’intera dorsale era fallito, spesso proprio a causa della mancanza di visione comune degli amministratori, oggi quanto mai necessaria. Salvarocche è un documento di oltre 50 pagine, messo a punto dalle associazioni ambientaliste, che contiene le premesse, i beneficiari, le linee operative, gli obiettivi e le criticità del progetto, e che vorrebbe essere la base di partenza per la concretizzazione dell’iniziativa.

Spiega Gino Scarsi, di Canale ecologia: «Le iniziali entusiaste adesioni non si sono ancora tradotte in un piano operativo. Abbiamo presentato la bozza al presidente dell’associazione dei sindaci, Silvio Artusio Comba, e ad Andrea Cauda, sindaco di Montà e referente dell’Ecomuseo, in presenza di tutte le associazioni partecipanti. L’invito da parte nostra ai sindaci è di prendere direttamente in mano l’iniziativa e relativa primogenitura, con la nostra completa disponibilità a collaborare su ogni versante. Solo così il progetto acquisterà autorevolezza e solidità perché si realizzi una volta per tutte. Adesso ci auguriamo che i lavori comincino: non ci sono più scuse». Conclude Cesare Cuniberto di Comuneroero: «L’azione di tutela delle rocche porterebbe giovamento non solo all’ambiente, ma anche all’area Unesco e allo sviluppo di tutta la regione. A patto però che la decisione dell’area da definire e del tipo di tutela da realizzare sia presa di comune accordo insieme alle singole Amministrazioni, considerando le istanze di ciascuno e coinvolgendo nella scelta anche cacciatori e agricoltori».

I sindaci Silvio Artusio Comba e Andrea Cauda hanno sostenuto e apprezzato la bontà del progetto e si sono impegnati a lavorare per creare un adeguato consenso tra i sindaci della dorsale, coinvolgendo Comune per Comune, a partire dai sei già presenti nell’attuale Zns (Zona naturale di salvaguardia) e Sic (Sito di interesse comunitario). La pandemia e la crisi sanitaria hanno rallentato il processo di condivisione e, a oggi, non c’è ancora niente di fatto. Dichiara Comba: «Quando il progetto Salvarocche ci è stato presentato si trovava in una fase embrionale e il lavoro operativo è ancora da iniziare. L’idea, tuttavia, è buona. Talmente buona che tra i progetti comuni su temi imprescindibili che la Provincia e la fondazione Crc ci hanno richiesto di segnalare, è stato inserito anche quello di salvaguardia (e magari, successivamente, di parco) delle rocche. I soldi che arriveranno dal Recovery fund sono un’occasione importante per poter cominciare a lavorare su tale versante».

Federico Tubiello