Magliano Alfieri: agricoltura simbiotica tra zucche e zafferano

MAGLIANO ALFIERI Riscoprire la stagionalità delle colture unita al ritorno agli albori delle pratiche agricole: così il consigliere comunale Claudio Pellerino ha progettato una serie di curiose fioriere che, da alcune settimane, punteggiano di zucche e fiori di zafferano il paese e le borgate. «Vogliamo mostrare ai bambini e turisti cosa nasce da un terreno pulito», spiega Pellerino. Per farlo ha recuperato e ridipinto, coinvolgendo gli studenti delle scuole elementari, una serie di vecchi tubi di cemento, «Quelli in cui, un tempo, i vignaioli mettevano a sciogliere verderame e calce», per sfruttarli come contenitori nei quali collocare una miscela di componenti e terra per seminare prodotti di stagione e creare una sorta di piccolo habitat controllato. «Le zucche erano una produzione importante, lo zafferano lo è diventato negli ultimi anni e in primavera proveremo a seminare il grano», continua l’amministratore.

«Dentro a ogni tubo c’è un composto di sostanza organica mescolata a due rocce, zeolite e cabasite, che si trovano in natura», spiega Pellerino. La miscela è stata completata con un inoculo di microrganismi che la attivano. «Così le radici delle piante interagiscono con le rocce e gli essudati degli organismi permettono di sviluppare un’elevata resistenza alle fitopatie». Fantascienza? No, tutto è stato studiato dagli agronomi che hanno ideato il protocollo dell’agricoltura simbiotica. «Lo scopo è quello di limitare fortemente l’impiego della chimica e ripristinare la vitalità originaria del terreno, ridotta dai prodotti fitosanitari», aggiunge Pellerino. La scelta dei tubi, un tempo parte della dotazione di tutti i vigneti, si colloca dunque nel solco della passata saggezza contadina, alla quale erano sconosciuti molti degli accorgimenti oggi in uso. Infatti, oltre al verderame, «la calce che si usava è un prodotto naturale indicato per contrastare i funghi delle piante perché capace di disidratarli».

Dalla dimensione micro dei bacilli immessi nel terreno al grande settore del turismo locale il passo è breve. «Vorremmo creare delle filiere produttive, ispirate ai principi della simbiotica, che possano attrarre visitatori ponendosi come anello di congiunzione fra Barbaresco, con i suoi vini, e Castellinaldo, sotto-zona della denominazione Barbera d’Alba», continua Pellerino. Un disegno che potrebbe anche contemplare l’albicocca, una delle produzioni simbolo di Magliano Alfieri, con interessamenti virtuosi nella vicina Guarene anche per la pera Madernassa. «Produrre ricchezza per le aziende del territorio con la vendita diretta e devolvere parte dei ricavati a una realtà locale che si occupa del sostegno alla disabilità e ha accettato di collaborare», sono gli altri punti del programma di Pellerino.

Davide Gallesio