Nel calendario Cites dei Carabinieri dodici rare specie animali e vegetali

AMBIENTE La valorizzazione del ruolo dei Carabinieri a protezione della flora e fauna a rischio di estinzione e del loro impegno a contrasto dei reati ai danni di queste specie. È  il tema del calendario Cites di quest’anno. Le specie presentate nel calendario sono in pericolo di estinzione per fattori molto spesso legati alle attività umane: alimentazione, commercio, collezionismo  e rappresentano tasselli importanti della biodiversità del nostro pianeta. Ogni mese, la specie protetta è stata associata a una specifica attività operativa assicurata dai Carabinieri a tutela della stessa. Nel calendario, realizzato anche con il contributo del Ministero dell’economia e delle finanze e stampato dall’istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, vengono riportate dodici specie animali e vegetali rare raffigurate da spettacolari fotografie.

Giunto ormai alla quattordicesima edizione, il calendario Cites dei Carabinieri è un appuntamento consueto per il mondo scientifico, ambientalista e scolastico, e deve essere considerato come un importante ed efficace strumento di divulgazione e di educazione alla legalità ambientale. Testimonial d’eccezione di quest’anno è Licia Colò, da sempre vicina alle tematiche ambientali, che ha offerto gratuitamente la propria immagine per un video realizzato dall’Arma dei Carabinieri.

La Cites (Convention on international trade in endangered species of  wild fauna and flora), siglata a Washington da oltre 180 Stati,  tutela le specie di flora e fauna in via di estinzione. Il raggruppamento Carabinieri Cites è il reparto competente per l’applicazione in Italia della convenzione di Washington. Esso svolge attività di certificazione, attraverso il rilascio di circa 70mila certificati all’anno, esegue una capillare e costante attività di controllo investigativo e di polizia giudiziaria, in applicazione della vigente normativa  con i suoi 35 nuclei, 11 distaccamenti in area doganale e una sezione operativa centrale.  I   Carabinieri hanno eseguito più di 5mila controlli, elevato 211 verbali amministrativi, notificato ai trasgressori  un importo complessivo di circa 1 milione e 500mila euro di sanzioni, deferito all’autorità giudiziaria  232 persone, eseguito  51 perquisizioni e 235 sequestri.