Covid: Piemonte, Regione investe nella ricerca

Matteo Marnati

TORINO Dieci milioni di euro per potenziare i laboratori già esistenti all’interno delle strutture pubbliche e per sostenere progetti di ricerca sia in collaborazione con enti nell’ambito del sistema sanitario regionale, sia in partnership con poli di ricerca e imprese piemontesi. Sono queste le misure, previste dalla delibera approvata dalla Giunta regionale, messe in campo per contrastare la pandemia. «La Regione crede nella ricerca», afferma l’assessore alla Ricerca applicata Covid, Matteo Marnati, «solo con la ricerca e con la tecnologia si possono affrontare con successo le complessità della sfida pandemica. Il Piemonte deve sostenere le competenze scientifiche presenti nelle proprie strutture. Sappiamo che questa è l’unica strada da perseguire per sconfiggere l’epidemia e quindi dobbiamo sostenere i nostri laboratori affinché siano competitivi nel panorama globale».

Obiettivi del bando, che si aprirà con il nuovo anno, sono quelli di supportare il sistema della ricerca pubblica, la rete dei laboratori pubblici e delle infrastrutture di ricerca nello studio, sviluppo e sperimentazione di soluzioni tecnologiche innovative che possano trovare una rapida attuazione nel contrasto alla pandemia Covid-19. Due, dunque, le linee previste dal bando: quella per il potenziamento di laboratori e infrastrutture di ricerca pubblici già esistenti per il sostegno agli investimenti in attrezzature, impianti o tecnologie connessi al Covid-19 e quella per progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, in collaborazione con enti che abbiano un ruolo riconosciuto nell’ambito del sistema sanitario regionale e con imprese.

Progetti che potrebbero spaziare, per esempio, dallo sviluppo di dispositivi e protocolli per prevenire focolai epidemici tra pazienti e tra operatori sanitari, o per mettere a punto kit diagnostici da sottoporre a validazione, o ancora farmaci e terapie innovative fino alla realizzazione di sistemi informatici e tecnologie per la gestione, la cura e il monitoraggio delle persone in ospedale, a casa, sul luogo di lavoro, a scuola ma anche in quegli ambienti dove si creano le condizioni per la socializzazione. Potranno essere ammessi al bando, per entrambe le linee, progetti che prevedano una rapida realizzazione, visto il carattere emergenziale della misura, e investimenti compresi tra 300mila e un milione di euro.