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Gruppo lavoro Covid, 12 riunioni per valutare quanto fatto dalla politica nella prima ondata

Coronavirus Piemonte, il numero dei guariti sale a dieci, diciassette nuovi decessi e 312 ricoverati in terapia intensiva

TORINO Il gruppo di lavoro sull’emergenza Covid19, avviato all’interno alla Commissione sanità del Consiglio regionale a settembre, si è riunito 12 volte con audizioni di circa 40 soggetti, rappresentanti di una trentina di entità. «L’attività si è concentrata soprattutto sulla prima ondata della pandemia ma, per i mesi a venire, contiamo di analizzare anche quanto avvenuto nella seconda fase» spiega il coordinatore Daniele Valle. «Pur avendo cominciato dopo la prima ondata di pandemia e nonostante le difficoltà legate alla seconda ondata, ci siamo riuniti in media una volta a settimana».

Tra gli obiettivi raggiunti, ha spiegato, «spicca la raccolta di tutte le determinazioni e le delibere relative alla gestione dell’emergenza che, grazie al contributo della Giunta, ha consentito di ricostruire nei dettagli la catena di comando nell’emergenza». Tra le note dolenti, «la ritrosia a entrare in possesso dei documenti adottati dall’Unità di crisi».

Tra gli argomenti che verranno approfonditi nei prossimi mesi, «il potenziamento dei laboratori di analisi e delle terapie intensive, i problemi legati al diffondersi della pandemia in carcere, tra gli esponenti dell’associazionismo e del trasporto di volontari e l’analisi di problemi che riguardano alcuni presidi ospedalieri».

L’ultima riunione dell’anno è stata aperta dall’assessore alla sanità Luigi Icardi che ha sottolineato la necessità di sollecitare l’Unità di crisi per avere quanto dovuto e sottolineando l’impegno delle task force per il rinnovamento della sanità territoriale e ospedaliera.

Per il Pd sono intervenuti i consiglieri Maurizio Marello e Domenico Rossi che hanno rilevato come alcune carenze evidenziate nella prima ondata si siano ripetute nella seconda, «a cominciare da alcune situazioni verificatesi nelle Rsa, nelle tempistiche per il processamento dei tamponi e nell’intasamento degli ospedali che hanno portato a ulteriori allungamenti delle liste d’attesa».

Marco Grimaldi (Liberi uguali verdi) ha elencato una serie criticità ricordando che «il Piemonte è stato tra le regioni peggiori per il tracciamento, la gestione quasi ospedaliera dell’epidemia, la scarsa difesa del personale medico-sanitario e il rapporto con le Rsa. La minoranza ha sempre avuto un atteggiamento collaborativo nella gestione della pandemia e diverse volte vi ha dato suggerimenti che non sono stati accolti».

Per la Lega Alberto Preioni ha sottolineato che «si è riusciti a curare sia i piemontesi sia i pazienti provenienti da fuori regione e, nell’emergenza, tutti coloro che avevano compiti e posizioni di vertice hanno dato il massimo. Abbiamo un sistema ospedaliero che funziona e ha strutture di grande eccellenza ma dobbiamo creare una rete di case della salute per potenziare la medicina territoriale».

Il presidente della Commissione sanità Alessandro Stecco ha evidenziato che il Piemonte ha pagato una serie di problemi stratificatisi e accumulatisi negli anni. Ma che l’indagine conoscitiva, proposta da tutti i presidenti dei gruppi e votata all’unanimità, «non deve rappresentare un’opportunità per uno scontro tra opposizione e maggioranza. È necessaria un’analisi delle competenze dello Stato e della Regione durante l’emergenza e un’analisi storica delle politiche sanitarie degli ultimi decenni».

Per il M5s Francesca Frediani ha sostenuto la necessità «di continuare ad approfondire la situazione nelle carceri e nelle scuole, che potrebbero riaprire a breve i battenti».

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