In tempo di pandemia, assoluzione comunitaria al posto delle confessioni

San Leopoldo Mandić, il frate cappuccino, confessore, testimone della riconciliazione

BRA Fino al giorno dell’Epifania, a causa del protrarsi della pandemia, si potranno fare celebrazioni penitenziali comunitarie con l’assoluzione generale al termine del rito sia per gli adulti, sia per i bambini e i ragazzi. Lo hanno deciso i vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta per «rendere praticabile la dimensione cristiana del Natale». L’assoluzione comunitaria e generale non è una novità, perché già prevista dal Diritto canonico «per motivi di grave necessità», com’è appunto l’emergenza sanitaria, e contenuta nella terza forma del rito della penitenza.

«Ciò potrà avvenire», scrivono i vescovi piemontesi, «solo in un tempo ben determinato (dal 16 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021), avendo cura di predisporre una celebrazione penitenziale comunitaria apposita, separata dall’Eucaristia e accompagnando il segno sacramentale con un’adeguata catechesi che metta in rilievo la straordinarietà della forma adottata per il sacramento, la grazia del perdono e della misericordia di Dio, il senso del peccato e l’esigenza di una reale e continua conversione con l’invito a vivere, non appena sarà possibile, il sacramento stesso nelle modalità e forme tradizionali e ordinarie (confessione individuale)».

Anche nella nostra Unità pastorale di Bra ci sarà. Al santuario della Madonna dei fiori: mercoledì 23 dicembre, alle 18, in santuario antico; giovedì 24 dicembre, alle 17, nel salone sotto il santuario nuovo. Nelle parrocchie dell’Unità pastorale 50 non è stata organizzata una data comune, ma ogni parrocchia e comunità si organizza in modo autonomo: a San Giovanni e a Bandito la celebrazione è stata fatta oggi, domenica 20 dicembre.

Lino Ferrero