La Messa di mezzanotte per Natale è un falso problema

LITURGIA E TRADIZIONI All’origine delle quattro Messe di Natale, ciascuna con il proprio formulario, sta l’antica tradizione della Chiesa di Roma: la prima a comparire è la Messa del giorno, celebrata già nel IV secolo a San Pietro.

A questa si aggiunge, nel VI secolo, una Messa della notte, celebrata nella basilica di Santa Maria maggiore. In quella che è la prima basilica mariana dell’Occidente, edificata dopo il concilio di Efeso che aveva riconosciuto a Maria il titolo di Theotokos, Madre di Dio, viene annessa nel VI secolo una cripta ad presepe, a imitazione del presepe di Betlemme. Per influsso della liturgia di quella basilica, che i pellegrini di Terra Santa volevano riprodurre, si cominciò a celebrare una Eucaristia notturna, che è all’origine dell’odierna Messa della notte.

Presepe vivente alla Moretta in Alba. Va distinto ciò che è tradizione da ciò che è essenziale nel vivere la fede.

La Messa cosiddetta dell’aurora, invece, ha una origine singolare: sempre a Roma, nella basilica di Santa Anastasia, la comunità greca faceva memoria in quel giorno del martirio della santa. Nel percorso tra Santa Maria maggiore e San Pietro, il Papa si fermava e celebrava una Messa in onore della martire, ricordata pure nel canone romano. In seguito il formulario di questa Messa fu sostituito con un formulario (preghiere e letture) della Natività. Da qui le tre Messe celebrate dalla Chiesa nel giorno di Natale, cui si aggiungerà la Messa vespertina della vigilia. Sono tutte Messe di Natale, ma con sottolineature diverse: nella vigilia c’è ancora il tema della venuta futura («Oggi saprete che il Signore viene a salvarvi: domani vedrete la sua gloria»); nella notte, risuona la profezia di Isaia: «Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce»; nella Messa dell’aurora, i temi sono simili a quelli della notte; nella Messa del giorno, si invita a contemplare, con il prologo di Giovanni, il Verbo fatto carne.
Il Messale non parla di Messa di mezzanotte, ma di Messa “nella notte”, a memoria e imitazione del racconto lucano che pone l’annuncio dei pastori in orario notturno. La tradizione occidentale ha spinto questa Messa nel cuore della notte, dove le tenebre prendono il sopravvento, nell’ora di andare a dormire. Per trovare un riferimento biblico alla mezzanotte, occorre riprendere un versetto del libro della Sapienza, applicato all’evento del Natale dalla tradizione cristiana: «Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose e la notte era a metà del suo rapido corso, la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale…» (Sap 18,14).

Il valore della notte è simbolico, e pure il valore della mezzanotte, che rappresenta la profondità della notte. Tuttavia, pensare alla mezzanotte come ora della nascita di Cristo è tanto ingenuo che fa sorridere. Certamente lo sconcerto delle persone semplici che scuotono la testa pensando al fatto che quest’anno Gesù è costretto a “nascere prima” (ma dove siamo finiti?) va riletto nella prospettiva della religione popolare, meno interessata alla verità storica degli eventi della salvezza (Gesù è nato a dicembre? È nato a Betlemme?) e totalmente coinvolta nella verità del racconto offerto dalla tradizione.

E tuttavia quello che conta è che ci sia la notte e cioè il buio, nel quale annunciare «lo splendore di Cristo, vera luce del mondo».Ci si può chiedere, a questo proposito, a partire da quale ora si possa celebrare la Messa nella notte: dove non c’è la Messa della vigilia, già alle 19 si può celebrare la Messa nella notte? In questo tempo così singolare, possiamo rispondere di sì.

don Paolo Tomatis (testo raccolto da Riccardo Benotti – Agensir)