Che cosa fare per salvare la biodiversità in Langa e Roero

BIODIVERSITÀ Che cosa si può fare per salvare la biodiversità delle nostre colline, proteggendo flora e fauna dall’estinzione e dall’avvelenamento provocato dai fitofarmaci? Molte specie di orchidee e farfalle come la Maculinea arion rischiano di sparire a causa della monocultura intensiva e dell’impiego massiccio di diserbanti, erbicidi e fungicidi, come abbiamo già spiegato la scorsa settimana nel nostro ampio servizio.

Spiega Simona Bonelli, docente del dipartimento di scienze della vita e biologia dei sistemi dell’Università di Torino: «Sarebbe importante supportare la creazione di biodistretti anche a beneficio delle specie che necessitano di ampi territori, come a esempio gli uccelli e i chirotteri. Quanto alle specifiche misure di accompagnamento che costituiscono delle buone pratiche in vigneto, andrebbero favorite le prassi agronomiche finalizzate al miglioramento ambientale, creando fasce erbose non trattate attorno ai vigneti, possibilmente non inferiori ai 5 metri, selezionando specie autoctone miste, che garantiscano la presenza di fioriture nei diversi periodi della stagione di volo e riproduzione delle specie di impollinatori».

Conclude il tecnico dell’Arpa Enrico Rivella: «Sarebbe opportuno evitare di sfalciare anche meccanicamente la fascia d’erba tra i filari nel periodo di fioritura o di sviluppo larvale delle specie protette, usando piuttosto l’allettamento della flora erbacea con rullo sagomato. Infine bisogna mantenere lungo i margini dei vigneti zone vegetate, siepi e filari, e creare nuove zone di connessione e di vegetazione arbustiva. Quest’ultimo dovrebbe essere un criterio da adottare al più presto nei nuovi impianti delle zone di alta collina, dove il vigneto si sta oggi espandendo».

m.v.

INCHIESTA: AMBIENTE E BIODIVERSITA’ (2)