Epifania: secondo Coldiretti Piemonte trionfano le ricette tipiche

PIEMONTE Con la pandemia e l’Italia in zona rossa torna la tradizione della calza della Befana che viene appesa in oltre una casa su tre (38%), mentre a una minoranza del 12% la Befana porta altri regali e il resto non festeggia perché non ha bambini in casa. È quanto emerge da una elaborazione Coldiretti-Ixè per la festa dell’Epifania al tempo del Covid-19. Le difficoltà economiche, il lockdown e la chiusura dei negozi hanno pesato sugli acquisti, in calo stimato del 23% rispetto allo scorso anno.

In Piemonte l’Epifania si presenta sulle tavole, in particolare della provincia di Cuneo, ma non solo, sotto forma di Fugassa d’la Befana, un dolce lievitato, spesso ricoperto di zuccherini, che ricorda un fiore. Tra gli ingredienti ci sono farina, zucchero, lievito di birra, latte, uova, burro e canditi, ma nasconde due piccole sorprese. Nell’impasto, infatti, vengono nascoste due fave, una bianca e una nera: mangiando il dolce, chi trova la fava bianca dovrà pagare la focaccia, chi, invece, trova quella nera dovrà pagare il vino, notoriamente più costoso. Trovare la fava bianca è anche segno di buon auspicio: insomma, il modo migliore per iniziare il nuovo anno. Non mancano anche altri prodotti tipici piemontesi nelle calze: dalle nocciole ai biscotti fatti in casa, come i crumbot o i ciciu ‘d capdan.

«Ancora un giorno di festa che fa salire a quasi 4,5 miliardi il valore dei regali acquistati durante le festività di fine e inizio anno», commentano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale. «Torna, quest’anno ancora di più a causa dell’emergenza Covid-19 con l’Italia in zona rossa, la tradizione di preparare tipiche ricette in casa tanto che il 49% degli italiani passa più tempo ai fornelli anche con i propri figli».