Casa di Riposo Ospedale di Cherasco: gli operatori di cucina replicano contro il sindacato Cisl-Fp Cuneo

CHERASCO In merito al comunicato stampa pubblicato il 31 gennaio, dove il sindacato Cisl-Fp di Cuneo raccoglieva in una nota il suo punto di vista sulla situazione della Casa di Riposo Ospedale di Cherasco, riceviamo e pubblichiamo una lettera che gli operatori di cucina della struttura hanno inviato all’ordine sindacale.

Spett.le Sindacato CISL FP CUNEO

In ordine al Vostro comunicato stampa del 29.01.2021, rimaniamo increduli e basiti per le dichiarazioni in esso contenute, che ci coinvolgono direttamente. Innanzitutto, ci teniamo a precisare che il sindacato Cisl Fp non ci rappresenta e non ci ha mai rappresentato, in quanto su quattro lavoratori addetti alla cucina, solo uno è rappresentato dalla Vostra organizzazione.

Noi operatori della cucina della Casa di Riposo Ospedale di Cherasco, in questi anni, abbiamo continuamente lavorato con onestà, dedizione e professionalità, improntando il nostro agire sempre alla ricerca della massima soddisfazione degli ospiti, i quali costituiscono per noi il punto focale della nostra missione.

Abbiamo sempre assicurato il servizio di refezione, anche in tempo di pandemia, al meglio delle nostre capacità, peraltro riuscendo ad evitare, fino ad oggi, assenze conseguenti alla positività al Covid.

Appare quindi francamente incomprensibile quanto emerge dal comunicato pubblicato sui giornali, a firma del sindacato Cisl FP di Cuneo; ci riferiamo, in particolare, ad alcuni estratti relativi all’articolo sopra citato nel quale viene riferito: “sapevamo dei molti problemi della cucina in questi ultimi anni perché sia il personale nei reparti e sia alcuni parenti degli utenti ci avevano informato della qualità del cibo non sempre adeguata” e poi ancora: “…il servizio cucina deve essere messo a posto”.

Riteniamo che si tratti di accuse false, gravi, che sviliscono il nostro lavoro: ci teniamo infatti a precisare che mai nessuno di noi è stato destinatario di contestazioni di addebito circa la violazione di regolamenti, procedure o protocolli aziendali né, tanto meno, di conseguenti sanzioni disciplinari. Noi operatori della cucina non comprendiamo cosa debba essere “messo a posto” e rimaniamo sbalorditi rispetto a tali affermazioni.

Vi chiediamo quindi cortesemente di comunicarci i nominativi dei parenti o degli utenti che avrebbero sollevato queste contestazioni, anche perché ad oggi, per quanto ci risulta, abbiamo ricevuto solo complimenti per il nostro lavoro, anche tramite social network, di cui abbiamo prova. Troviamo peraltro del tutto anomalo il fatto che i parenti degli utenti, o gli utenti stessi, abbiano manifestato delle lamentele al sindacato anziché alla direzione della Casa di Riposo.

Riteniamo inoltre infondate, strumentali al contesto e gravi le presunte segnalazioni provenienti dagli operatori dei reparti, atteso che le stesse non sono mai state condivise, né comunicate, ai diretti interessati. Tra l’altro, nel caso di reali segnalazioni da parte di ospiti, parenti o operatori, gli organi della struttura deputati al controllo ed alla vigilanza del servizio di cucina avrebbero dovuto doverosamente attivarsi ai fini di un puntuale controllo; e ciò non è mai avvenuto! Non a caso, infatti, la stessa Presidenza della Casa di Riposo, così come indicato nel comunicato aziendale del 23.01.2021, nell’indicare i motivi dell’esternalizzazione, si riferiva non certo a problemi della cucina, bensì ad altre tematiche tra le quali, citiamo testualmente: “…per la tutela normativa degli attuali dipendenti della Casa di Riposo addetti al reparto stesso”.

Alla luce di tutto quanto esposto ci pare a dir poco scorretto l’atteggiamento della Cisl FP, la quale, in un momento di estrema difficoltà e delicatezza per noi lavoratori, ci attacca a mezzo stampa, lanciando accuse che riteniamo infondate e che qualora non fossero supportate da idonea documentazione, saranno oggetto di attenta valutazione ed eventuale segnalazione presso le competenti sedi, al solo ed unico fine di tutelare i nostri diritti e la nostra dignità di lavoratori. Ci auguriamo dunque che la Cisl FP, preso atto di quanto sopra, voglia rettificare quanto prima, e comunque entro dieci giorni dalla pubblicazione della presente, a mezzo stampa, il contenuto della precedente comunicazione con una lettera di scuse.

Cherasco, lì 22 02 2021

Gli operatori della cucina

Fiore Veronica

Lanzafame Stefano

Sampò Luca