In Piemonte usato il 71% delle dosi di vaccino consegnate

TORINO Sono 8.690, di cui 4.752 ultra ottantenni, le persone che hanno ricevuto il vaccino contro il Covid-19 comunicate mercoledì 24 febbraio all’Unità di crisi della Regione Piemonte e, a 371 è stata somministrata la seconda dose.

Dall’inizio della campagna si è proceduto all’inoculazione di 342.788 dosi (delle quali 135.960 come seconda), corrispondenti al 71,4% delle 480.150 finora disponibili per il Piemonte. La percentuale è inferiore a quella di ieri, perché include la nuova fornitura di 51.480 dosi di vaccino Pfizer.

Prosegue la raccolta di adesioni per la fase della campagna vaccinale rivolta agli over 80 e al personale scolastico, universitario e della formazione professionale. Sono 300.106 le richieste ricevute finora: 64.559 dal personale docente e non docente sul portale www.ilpiemontetivaccina.it  e 235.547 inserite dai medici di famiglia, sull’apposita piattaforma regionale, per i propri pazienti con più di 80 anni (inclusi i nati nel 1941).

Oggi, intanto si è svolta all’Unità di crisi una riunione di aggiornamento e potenziamento del piano vaccinale. «L’annuncio del taglio delle consegne del vaccino Astrazeneca per il Piemonte ammonta a 13mila dosi per il mese di marzo», precisa il commissario dell’area giuridico amministrativa dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte Antonio Rinaudo. «Da quanto ci è stato comunicato dovrebbero arrivare 151.700 dosi invece delle 164.700 precedentemente annunciate. Come noto, si sta utilizzando questa tipologia di vaccino per l’immunizzazione del personale scolastico, universitario e della formazione professionale, delle forze dell’ordine e delle forze armate, la cui platea verrà ora implementata alla luce del via libera dell’Aifa sulla possibilità di somministrarlo fino a 65 anni, anziché 55».

«I primi di marzo – sottolinea l’assessore alla sanità della Regione Piemonte Luigi Genesio Icardi – partiremo con la vaccinazione delle persone disabili a cominciare dai circa 6mila ospiti delle strutture residenziali e semiresidenziali ai quali verranno somministrati i vaccini Pfizer e Moderna. Inoltre, nell’arco di una settimana potenzieremo il sistema aumentando il numero dei centri vaccinali in tutto il Piemonte, che saranno attivati anche all’interno delle strutture ospedaliere. Queste ultime hanno praticamente quasi ultimato la campagna di immunizzazione del personale sanitario e potranno adesso dare supporto a quella del personale docente e non docente e delle forze dell’ordine. In particolare, all’interno degli ospedali, con percorsi dedicati e in sicurezza, vaccineremo i cittadini più giovani, mentre, per maggiore precauzione, per gli over 80 continueranno a essere privilegiati i centri vaccinali extra ospedalieri. Infine, stiamo già lavorando all’organizzazione della fase 4, la più ampia della campagna, coinvolgendo in prima linea i 3.200 medici di famiglia piemontesi in un sistema analogo a quello, già rodato, della vaccinazione antinfluenzale. Ovviamente è fondamentale poter contare sugli approvvigionamenti per capire quando questa fase potrà prendere il via».