Mezza Italia rischia l’arancione, il Piemonte confida nell’Rt a 0,95 per restare zona gialla

COVID Con le varianti da tempo in circolo anche in Italia e i contagi che non accennano a calare, da domenica 21 metà del Paese rischia di finire in arancione, con l’Abruzzo che sembra destinato alla zona rossa. La certificazione arriverà con i dati del monitoraggio settimanale previsto per venerdì e le relative ordinanze del Ministero della salute, mentre il nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi è al lavoro per snellire il Comitato tecnico scientifico e creare una cabina di regia dei ministri che tenga conto non solo dell’aspetto normativo dei provvedimenti ma, contestualmente, anche di quello economico per evitare un nuovo caso sci.

Sul tavolo ci sono anche le nuove misure che dovranno essere prese già dalla prossima settimana quando scadrà il decreto che vieta lo spostamento tra regioni, già prorogato una prima volta proprio fino al 25 febbraio.

Le regioni più a rischio sono Lombardia (dove quattro comuni sono in lockdown), Emilia-Romagna, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Marche e Piemonte. Per la nostra zona l’incertezza è legata al peggioramento dell’indice di diffusione del contagio. Secondo i calcoli fatti in Regione il valore si attesta a 0,95 che vuol dire restare in zona gialla.

La situazione più delicata è quella dell’Abruzzo dove ci sono già due province in zona rossa, quelle di Pescara e Chieti. Da venerdì, però, c’è il serio rischio che l’intera regione sfori l’1,25 di Rt, limite per passare in rosso, anche a fronte del record di ricoverati degli ultimi due mesi registrato oggi.