Turismo. L’Atl è molto perplessa per l’unione di Alexala

TURISMO Da un lato un via libera ufficiale, dall’altro un clima di freddezza e non pochi punti interrogativi: nel futuro dell’Atl Langhe, Monferrato e Roero potrebbe esserci la fusione con Alexala, l’ente nel quale confluisce la provincia di Alessandria. La proposta, avanzata dalla Regione la scorsa settimana è stata approvata dalla maggioranza dei soci dell’Alessandrino, che si sono dichiarati favorevoli all’accorpamento, con l’obiettivo di creare una maxi Atl che parta da Alba e arrivi fino all’area più orientale della regione. Alla base, come abbiamo già detto più volte, c’è la legge Madia, che prevede l’obbligo di razionalizzazione per le società partecipate con un giro d’affari inferiore al milione: è il caso di Alexala. Della fusione si era già parlato nel 2019, quando l’Atl albese si unì a quella astigiana per creare un unico ente per le colline Unesco. E se questa potrebbe essere la volta buona per Alessandria, al momento si tratta di un’ipotesi, almeno ad Alba.

È per questo che il presidente dell’ente turismo Langhe, Monferrato e Roero Luigi Barbero ha chiesto per la giornata di oggi, martedì 9 febbraio, un incontro in città con l’assessore regionale, l’alessandrina Vittoria Poggio. C’è anche da ricordare che i Comuni dell’Atl nostrana versano ogni anno 1,15 milioni di euro, mentre gli alessandrini si fermano a 200mila, con una popolazione ben superiore.

LUIGI BARBERO
Spiega Barbero: «Se alla base c’è la questione della legge Madia, dal momento che l’Atl alessandrina si ferma a un bilancio di 700mila euro, ci sono altri aspetti da prendere in considerazione, a partire da ciò che caratterizza la nostra realtà: l’omogeneità del territorio che confluisce nell’ente, cioè tutta l’area delle colline Unesco diventata patrimonio dell’umanità nel 2014. Sulla base di questo dato, la fusione con Asti è stato un importante passaggio, che ha portato a risultati positivi, come dimostra la grande crescita degli ultimi anni».

Diverso il discorso per la provincia di Alessandria: «Parliamo di un’area molto vasta, all’interno della quale solo una piccola parte rientra nel sito Unesco delle colline del basso Piemonte: su questo nucleo siamo disponibili a confrontarci, ma creare un unico ente con tutta la provincia snaturerebbe il nostro lavoro. Senza dubbio sono necessari una serie di approfondimenti, ma siamo convinti di poterci confrontare al meglio con l’assessore Poggio».

MAURO CARBONE
Un pensiero condiviso con il direttore dell’ente turismo albese Mauro Carbone: «Stiamo parlando di un’operazione straordinaria, che dev’essere approfondita da tutti i punti di vista e non semplicemente appresa da fonti giornalistiche, senza aver ricevuto alcuna proposta ufficiale. Ci sono poi una serie di valutazioni che possiamo fare, a partire dal fatto che la fusione creerebbe un ente con una dimensione molto maggiore rispetto alla nostra Atl: per citare qualche numero, passeremmo da 211 a 398 Comuni, con la popolazione della provincia di Alessandria che da sola supera tutta quella di Langhe, Roero e Astigiano».

CARLO BO
Ma c’è di più. Una nuova fusione farebbe perdere all’Albese la maggioranza delle quote dell’ente turismo, oggi il 50,1%. Alba perderebbe cioè la leadership sul turismo di Langhe, Roero e Monferrato, un rischio che il sindaco di Alba Carlo Bo non vuole correre: «Ci siamo trovati di fronte a un annuncio, senza confronto. La fusione tra la nostra Atl e Alessandria è al momento insostenibile e rischierebbe di creare difficoltà in un momento in cui la priorità è far ripartire il comparto dopo la pandemia. L’Alessandrino è sicuramente un territorio con eccellenze, ma non vedo affinità e punti d’incontro. Il numero di Comuni che fanno parte della nostra Atl, inoltre, ha sempre permesso un rapporto diretto, portando a grandi risultati. Ho promosso un incontro con i sindaci dell’area, per riflettere sul da farsi con l’assessore Poggio».

Marcello Pasquero
Francesca Pinaffo