Abitare il piemontese: scopriamo l’origine dell’esclamazione Sah!

SAH! Intercalare tipico piemontese: dai! suvvia! coraggio!

Ho un disagio, per il quale mia moglie vorrebbe picchiarmi perché da quando spengo la sveglia fino a quando mi addormento dico quindicimila volte al giorno l’intercalare Sah!, come per dire dai, suvvia. Sah, andoma? Sah, fòrsa? Sah, ben! Perché diciamo così in Piemonte? Da dove arriva?

Ecco il bizzarro messaggio che ho ricevuto da un amico. Ammetto, non ho saputo risolvergli il disagio: anche perché non si tratta proprio di un disagio, almeno fino a quando qualcuno non lo fa notare ossessivamente e comincia a farci caso anche l’interessato. Io stesso mi sono reso conto di utilizzare il Sah più di quanto credessi. È partita una ricerca pseudo-antropologica per capire l’origine di questo suono, una semplice sillaba ma così esaustiva.

Molti intercalare in tutte le lingue corrispondono a un movimento o viceversa, a seconda del contesto. Come i raccoglitori di cotone, che avevano strutturato i loro canti (i cosiddetti spirituals) in base ai movimenti che svolgevano: da quando inspiravano, a quando si voltavano, o si chinavano, espiravano, scaricavano un peso.

Così, anche Sah viene fuori nel momento in cui si ha finalmente deciso di compiere un’azione, più o meno importante. Quando la persona piemontese dice Sah, vuole andare oltre, vuole dare un’andi a sé stesso o a chi ha intorno. Quel sospiro nel pronunciarlo è sintomo di decisione presa, del lasciarsi andare all’azione conseguente: che sia un accordo lavorativo, cambiarsi per uscire con gli amici, manifestare la propria impazienza o chissà cosa. A volte basta dire solamente Sah, senza nulla aggiungere, per comunicare che è il momento di mettercela tutta. Chissà che arrivi a sua volta da qualche recondito intercalare celtico, ligure, occitano. Tutto può essere, vista la promiscuità del piemontese.

Non bisogna però confondersi. Già, perché c’è anche il sa aggettivo dimostrativo: sa matòta, sa stansia (questa ragazza, questa stanza); oppure sa avverbio di luogo: ven an sa! (vieni in qua!). Da qualche parte del Piemonte anche il sale si dice . Pensate cosa verrebbe fuori se dovessimo dire in piemontese Dai! Porta in qua ‘sto sale! (Sah! Pòrta an sa sa sà!). Ogni sa con una sfumatura diversa. Evviva, abbiamo coniato un nuovo scioglilingua!

Paolo Tibaldi