Dai computer alla montagna: ora Simone Greci è aspirante guida alpina

IL PERSONAGGIO Trasformare una passione in lavoro: è la sfida accettata e vinta dal quarantenne albese Simone Greci che, nelle scorse settimane, ha superato l’ultimo esame per diventare aspirante guida alpina, abilitazione che gli consente di esercitare la professione sul territorio nazionale. «Ho iniziato a scalare una ventina d’anni fa e mi sono appassionato sempre di più. Ho anche frequentato la palestra di arrampicata di Pollenzo e conosciuto maestri esperti. Poi, col tempo, ho deciso di trasformare la mia passione in un’attività vera e propria», racconta Greci che, nella sua carriera, ha scalato il Monviso, il Monte Bianco e altre vette oltre i quattromila metri.

Quella della guida alpina è un’attività riconosciuta legalmente, con tanto di albo professionale al quale si accede solo dopo un lungo iter: «Il percorso completo richiede cinque anni, è come frequentare l’università. Io non ci sono mai andato ma, in un certo senso, sarà questa la mia laurea», afferma il giovane che, sul cammino per la qualifica di aspirante guida, ha superato prove e valutazioni sulle sue capacità tecniche nelle scalate su roccia, cascate di ghiaccio e nello sci-alpinismo. Un percorso formativo svolto su tutto l’arco alpino, dalla Valle d’Aosta alle Dolomiti, e sulle pareti di roccia di Finale Ligure.
Non mancano gli sbocchi lavorativi (con il ritorno alla situazione pre Covid-19, ndr): i clienti, spiega Simone, spaziano dagli appassionati di alpinismo, che nelle uscite vogliono essere affiancati da una guida esperta, agli amatori alle prime armi desiderosi di affidarsi a una figura di riferimento con lo scopo di imparare, per finire con i turisti ai quali si addicono di più passaggi meno impegnativi.

«Il nostro compito è anche quello di formare le persone sulla sicurezza, insegnando loro a conoscere i rischi, a valutarli con attenzione, e a usare materiali e dispositivi adeguati», continua Greci. In Piemonte le guide alpine sono un centinaio, tuttavia poche provengono da località al di fuori di contesti montani come Alba. La nostra regione è una di quelle che vanta il maggior numero di abilitazioni, anche se l’area di attività ha ormai raggiunto molte regioni d’Italia, compreso il Sud. Simone arriva da un orizzonte professionale completamente diverso: prima di scegliere la montagna ha lavorato nel campo dell’informatica per la Ferrero e alla Microsoft, a Milano.

Multinazionali e computer. Difficile immaginare qualcosa di più diverso dalle rocce, la neve e le cascate di ghiaccio del suo nuovo lavoro. «Sono state comunque esperienze utili. Lavorando nelle grandi aziende si imparano molte cose», afferma l’albese atteso, per salire di livello, abbandonando la qualifica di aspirante, da un altro tirocinio di due anni, al termine del quale sosterrà una nuova sessione d’esame.

Corrado Olocco