La visita del senatore Taricco al sito Acna: «Qualsiasi insediamento deve garantire il rispetto della valle»

VALLE BORMIDA Nei giorni scorsi il senatore del Pd Mino Taricco ha accolto l’invito del sindaco di Cengio Francesco Dotta e ha visitato l’ex stabilimento Acna. Taricco è il primo firmatario di un’interrogazione con la quale chiede ai Ministeri competenti ragguagli sulla situazione della bonifica del sito e sull’ipotesi di realizzare un carcere a Cengio. Al sopralluogo erano presenti anche il sindaco e il vicesindaco di Cengio Francesco Dotta e Gianfranco Bosetti, il sindaco di Saliceto Luciano Grignolo con il vice e l’assessore all’ambiente, il presidente della  Provincia di Savona Pierangelo Olivieri e i dirigenti di Eni Rewind, società proprietaria del sito.  Un comunicato diffuso dal Comune di Cengio riferisce che al senatore «Sono stati illustrati, da parte di Eni Rewind, tutti i passaggi temporali e operativi intrapresi da inizio bonifica a oggi e le tipologie delle opere di finitura attualmente in corso, le quali risultano essere perfettamente in linea con i programmi temporali stabiliti». Il comunicato si conclude osservando che: «La visita del senatore, a cui si rende il merito di avere affrontato sollecitamente il problema, rendendosi edotto personalmente della realtà del sito, ha prodotto il risultato di fare chiarezza sulla situazione ambientale del territorio, che realisticamente presenta tutte le caratteristiche per una riutilizzazione ottimale del sito, auspicabile, peraltro, in tempi ragionevolmente brevi».

Mino Taricco e Chiara Gribaudo in un incontro sulla Valle Bormida svoltosi a Levice alcuni anni fa.

Taricco  ha invece affidato le proprie impressioni sulla visita a un post su Facebook, nel quale scrive: «È stato sicuramente un pomeriggio molto utile per avere maggiori elementi sullo stato dell’arte dei lavori di messa in sicurezza dell’area A1 e di tutto il sito ex Acna, e di questo ringrazio l’Amministrazione ed Eni Rewind. Sono convinto che per la struttura carceraria, la commissione ministeriale e tutte le istituzioni interessate debbano verificare i criteri e i presupposti per decidere la migliore allocazione. Ritengo anche che il risanamento debba essere portato a termine nel modo migliore con la massima attenzione e vigilanza degli enti preposti e del Ministero per garantire tranquillità e sicurezza alla valle che ha già pagato prezzi ambientali e di salute molto alti. Anche per questo credo che, qualunque insediamento futuro debba in ogni caso garantire, in termini di salute e di ambiente, la massima attenzione, tutela e il massimo rispetto alla valle e alle sue comunità».