«L’azienda zero è indispensabile per gestire la sanità»

SANITÀ «Uno strumento importante e indispensabile per il Piemonte per gestire nella maniera più efficace e efficiente quanto programmato dall’Assessorato». Così l’assessore alla sanità Luigi Icardi ha definito l’Azienda zero, di cui nella seduta pomeridiana della Commissione sanità, presieduta da Alessandro Stecco, è iniziata la discussione.

La proposta di legge, presentata dal gruppo della Lega, primo firmatario il capogruppo Alberto Preioni, è stata illustrata dall’assessore Icardi.

«Il sistema sanitario regionale – ha spiegato l’assessore – necessita di nuove forze e di un sistema operativo gestionale in grado di realizzare le strategie messe in atto dall’Assessorato, a cominciare dalla necessità di far sì che le aziende comunichino con il medesimo software e dispongano di capitoli di spesa uniformi. È una strategia che va al di là dei limiti temporali di questa legislatura e che è destinata a produrre frutti importanti».

L’Azienda zero, ha sottolineato l’assessore, «si occuperà di gestire l’attività dei servizi d’emergenza e la programmazione degli acquisti per ottenere economie di scala, coordinerà la gestione dei magazzini, del Dirmei, del Dipartimento di medicina territoriale e lo sviluppo della telemedicina, il monitoraggio dei costi del Sistema sociosanitario regionale, curerà la formazione professionale, la gestione delle liste d’attesa e dei fondi europei».

«Delegando a tutte queste funzioni – ha concluso l’assessore – alla Regione verrà restituita la possibilità di recuperare il pieno controllo dell’attività di programmazione»

Il dibattito generale sul provvedimento si svolgerà nelle prossime sedute della Commissione.

Audizioni dei sindacati

In mattinata, sempre sotto la presidenza di Stecco, si sono svolte le consultazioni con i soggetti interessati al provvedimento, che hanno evidenziato alcuni punti da tenere in considerazione e hanno espresso, con sfumature diverse, la disponibilità a collaborare con l’Assessorato per dar vita al nuovo Piano sociosanitario regionale.

Chiara Rivetti di Anaao Assomed ha sottolineato che l’Azienda Zero “prevede una forte deriva verticistica e aziendalistica che distanzia la gestione della Sanità dai fabbisogni del territorio, pur nella consapevolezza che serva uno strumento che coordini meglio le Asl e ne permetta un controllo diretto e il coordinamento. Sarebbe forse più utile ottimizzare e implementare, anche a livello di personale, l’Assessorato, piuttosto che creare un possibile doppione”.

Sebastiano Cavalli di Cimo Piemonte ha ammonito che “in riferimento all’attuazione dei piani di acquisto di beni e servizi potrebbero verificarsi conflitti con Scr, qualora non vengano definite con esattezza le competenze di entrambe, senza contare che le molteplici competenze dell’Azienda Zero ridurrebbero significativamente il raggio d’azione delle singole Asl”.

Rosella Zerbi e Germano Giordano dell’Ordine dei medici rispettivamente di Torino e di Vercelli hanno ricordato come “già in passato riorganizzazioni ripetute o troppo ravvicinate, come gli accorpamenti delle Asl torinesi, non siano state sempre efficaci”.

Roberto Turra di Fimp Piemonte ha sottolineato la necessità di definire con esattezza “dove l’Azienda Zero si collocherà nell’attuale catena di comando e come si coordinerà con il territorio”.

Gennaro Diciotto di NursingUp ha dichiarato che l’Azienda Zero potrebbe rivelarsi assai utile “per superare le criticità emerse nel corso della pandemia del Dipartimento interaziendale di emergenza 118, che coinvolge circa 300 medici e 600 infermieri, oltre al personale tecnico-amministrativo”.

Danila Botta e Francesco Lo Grasso, intervenuti a nome di Cgil, Cisl e Uil, hanno denunciato “la mancanza di una visione generale che permetta di comprendere quale sarà il punto d’arrivo della riorganizzazione e del potenziamento del Sistema sociosanitario piemontese” esprimendo perplessità “sull’intenzione di predisporre la mobilità del personale delle Asl presso l’Azienda Zero”.

Elio Garibaldi di Fedirets ha sottolineato la necessità di individuare in modo preciso quali saranno le “ulteriori funzioni a valenza sovrazonale di supporto al Sistema sanitario regionale” previste per l’Azienda Zero.

Ivana Garione di Fimmg – infine – ha evidenziato la necessità di preocedere in frettaa una riorganizzazione del Servizio sociosanitario regionale dal momento che la pandemia ha evidenziato tutte le carenze della medicina territoriale”.

Sono intervenuti, per richiesta di chiarimenti, i consiglieri Raffaele Gallo, Domenico Rossi, Domenico Ravetti, Maurizio Marello, Daniele Valle (Pd), Sarah Disabato (M5s), Marco Grimaldi (Luv) e Francesca Frediani (M4o).

Parere favorevole del Cal, condizionato al riconoscimento del ruolo dei sindaci in sanità

Il Consiglio delle autonomie locali, presieduto da Davide Crovella, ha espresso – sempre nel pomeriggio di oggi – parere favorevole sulla proposta di legge per la costituzione dell’Azienda sanitaria Zero, condizionato all’accoglimento di alcune osservazioni che intendono rafforzare il ruolo degli enti locali. Il Cal, anche alla luce delle riflessioni espresse dai rappresentanti di Ali, Anci e Anpci, pur condividendo la proposta di un’organizzazione a livello sovrazonale per ottimizzare la spesa sanitaria regionale, auspica infatti che sia inserita una previsione che ribadisca la necessità di un confronto costante con le amministrazioni locali sulle problematiche sociosanitarie e gli interventi sul territorio. Su questo punto il Cal ha preso atto favorevolmente della disponibilità del primo firmatario della Pdl,il capogruppo della Lega, Alberto Preioni, a incontrare gli enti locali e a valutare l’introduzione di un articolo che preveda un loro coinvolgimento sulle tematiche al centro del provvedimento.

Il parere è stato espresso dopo un proficuo confronto con Preioni stesso e con l’assessore Icardi, che hanno contribuito a chiarire come la funzione programmatoria e di indirizzo in ambito sanitario permangano in capo all’Assessorato, mentre l’Azienda Zero sia definibile come braccio operativo dell’Assessorato, con un prezioso ruolo di coordinamento.

Il Cal ha inoltre espresso parere favorevole sulla proposta di legge in materia di cooperative di comunità, illustrata dal primo firmatario Daniele Valle (Pd). Il provvedimento propone di riconoscere e promuovere il ruolo e la funzione delle cooperative di comunità stabilendo un riconoscimento normativo, l’istituzione di un apposito registro e strumenti di sostegno economico specifici. Si tratta di realtà che operano in un ambito territoriale predeterminato con obiettivi non solo di sviluppo economico ma anche sociale, culturale e di valorizzazione comunitaria, particolarmente attive nei territori rurali, montani e nei piccoli comuni.