Traffico europeo di rifiuti metallici: quindici arresti in tutta Italia

TORINO Compravano materiali ferrosi in nero e li rivendevano, a prezzi di mercato, alle fonderie accumulando enormi profitti: per regolarizzare i loro traffici ricorrevano a certificazioni fasulle emesse da società estere (non solo in Europa ma anche in Pakistan ed Egitto), risultate inesistenti, che rilasciavano attestavano la provenienza lecita del materiale, altrimenti considerato rifiuto e non ammesso al commercio.

L’organizzazione criminale scoperta dalle fiamme gialle del comando cittadino e dai Carabinieri di Napoli aveva movimentato con questo sistema 18mila tonnellate di ferro e altri metalli, a partire dal 2018, potendo contare su una rete di collaboratori estesa dai recuperatori, attivi nel Torinese, Alessandrino e diverse Regioni, ad aziende in Slovacchia e Ungheria  per la giustificazione, con fatture fasulle, degli acquisti operati in nero.

Centrotrenta milioni di euro: è l’ammontare del sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie disposto dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Torino, quindici le persone sottoposte a misure di custodia (dieci in carcere), con l’accusa di associazione per delinquere dedita al traffico illecito di  rifiuti metallici e all’auto riciclaggio. Le investigazioni erano iniziate dopo la segnalazione di anomali movimenti di denaro fra una società campana e una slovacca poi risultate implicate nel traffico.

Davide Gallesio