Usano una residenza fittizia per duplicare il reddito di cittadinanza

VESIME Per incrementare gli introiti del reddito di cittadinanza, padre e figlio di 60 e 36 anni, avevano diviso le residenze fissando un domicilio fittizio in un’abitazione abbandonata del paese: figurando come membri di due nuclei famigliari distinti avevano presentato separatamente domanda per accedere all’ammortizzatore sociale raddoppiando gli importi.

A scoprire l’incongruenza i Carabinieri della stazione di Bubbio che hanno accertato come padre e figlio continuassero a vivere sotto lo stesso tetto in un appartamento regolarmente affittato dal 2017. Ulteriori accertamenti hanno permesso di quantificare in tremila euro annui i danni per l’erario, acclarando inoltre precedenti penali per reato contro il patrimonio a carico del genitore: immediato il sequestro della carte elettroniche sulle quali avvenivano i versamenti mensili e la denuncia per l’imputazione di falso in atto pubblico e indebita percezione di reddito di cittadinanza.

Davide Gallesio