Monchiero aderisce al progetto “Mercoledì vaccinale – con punto mobile periferico” dell’Asl Cn2 (FOTO e VIDEO-INTREVISTE)

MONCHIERO Il progetto Mercoledì vaccinale con punto mobile periferico ha fatto tappa mercoledì 7 aprile a Monchiero, dove il personale dell’Asl Cn2, ha raggiunto piazza padre Paolo Abbona con il camper attrezzato donato dalla fondazione Nuovo ospedale Alba-Bra Onlus, per l’inoculazione della vaccinazione anti Covid-19 agli ultra 80enni.

Messi a disposizione del personale medico, per accogliere gli over 80 e rendere agevoli le operazioni di vaccinazione, anche alcuni locali che si affacciano sulla piazza chiusa al traffico veicolare, dove la popolazione che si è prenotata è stata accolta dai volontari dell’associazione Volontari Langa e Barolo di Monchiero, dal messo Comunale e dal sindaco del paese Riccardo Ghigo, in primis fervente sostenitore dell’iniziativa.

La mattinata è incominciata verso le 10 con la distribuzione del vaccino Pfizer, con appuntamenti scaglionati per evitare assembramenti  nel punto di accoglienza sulla piazza e preservando i locali adibiti alla sala d’attesa e quelli dove si è svolta l’inoculazione del vaccino.

Per quanto riguarda le persone anziane affette da disabilità fisica ma in grado di raggiungere la postazione in auto, la dottoressa Annamaria Gianti insieme all’infermiere Stefano Bernocco, hanno provveduto all’inoculazione del vaccino direttamente sul veicolo, senza alcuna esclusione di coloro che hanno aderito alla campagna vaccinale.

Le vaccinazioni sono proseguite fino alle 14.30 circa con l’adesione di 49 ultraottantenni residenti a Monchiero; 14 loro avevano ricevuto la prima dose presso l’Asl Cn2 mentre i restanti 32 hanno ricevuto la prima dose assieme a 9 anziani provenienti da Novello.

Il sindaco Riccardo Ghigo che ha aderito al progetto ha dichiarato: «Siamo contenti di questa iniziativa e io mi sento in dovere di ringraziare Massimo Veglio, direttore dell’ Asl Cn2, i medici Elio Laudani e Annamaria Gianti, che è qui presente e sta facendo i vaccini con l’infermiere Stefano Bernocco. È un bel risultato, perché se vogliamo uscire da questa pandemia, l’unico modo è riuscire a immunizzarci.  Ringrazio i volontari dell’associazione Volontari Langhe Barolo che sono qui presenti insieme a me, e di cui faccio parte anch’io, che stanno dando man forte, aiutando la gente ad accedere ai locali».

Ghigo prosegue spiegando: «Da stamattina alle 7.30 il sottoscritto con il messo comunale Dario Corasso abbiamo allestito questa piazza, che con apposita ordinanza, è stata chiusa al traffico veicolare ed è solo pedonale. Le persone arrivano in loco a gruppi di quattro e ogni quarto d’ora ci sono quattro persone che vengono fatte entrare dai volontari dell’associazione Volontari Langhe Barolo in una sala d’aspetto. Lì trovano la dottoressa e l’infermiere che controllano la scheda anamnestica, dopodiché vengono vaccinati e poi passano in un secondo locale, dove aspettano un quarto d’ora per vedere se ci sono delle reazioni, terminato questo tornano alle loro abitazioni».

L’importanza di questa campagna, portata avanti con grande impegno dal personale sanitario dell’Asl Cn2, vede in prima linea l’infermiere Bernocco e la dottoressa Gianti disponibile a dare delucidazioni sull’importanza del programma: «Questa mattina – precisa Gianti – ci troviamo qui a Monchiero grazie al sostegno della fondazione che ci ha concesso in uso un mezzo mobile. Riusciamo così ad arrivare più vicini a queste categorie di persone ultra ottantenni, oggi fragili, che chiaramente sono quelle che presentano anche maggiori problematiche per recarsi, (per una problematica di salute), nelle sedi vaccinali ospedaliere o del territorio. Questa mattina eseguiremo una cinquantina di prime dosi nella categoria over 80 che ovviamente vedranno un richiamo tra tre settimane. Questo sistema è molto utile per riuscire a intervenire sul territorio ed essere più capillari possibili e per arrivare ad estendere la copertura vaccinale in modo veloce e completo».

E prosegue: «Abbiamo già completato il lavoro nelle Rsa e lo stiamo completando nelle strutture per disabili e associando a questa attività sul territorio un mezzo mobile, dove ci venga richiesto, diamo anche un supporto ai medici di base nella vaccinazione a domicilio per gli intrasportabili»

Gianti spiega quale sia la copertura a partire dalla prima inoculazione all’utente: «La prima inoculazione del vaccino ha una copertura a partire dal decimo giorno che segue la somministrazione e può arrivare fino al 50-60% di protezione, che ovviamente verrà completata e resa massima oltre il 90%, con la somministrazione della seconda dose». Specificando che «già una prima dose crea comunque una risposta immunologica anticorpale importante, ma per completare il ciclo vaccinale e avere la massima efficacia della procedura della vaccinazione occorre il richiamo. Nel caso del vaccino Pfizer, quello che stiamo somministrando noi oggi, la seconda somministrazione 21 giorni dopo la prima».

La dottoressa spiega anche, come la persona che ha terminato il ciclo vaccinale potrebbe comunque diventare portatrice del virus nel caso ne venisse successivamente in contatto: «Allo stato attuale non ci sono studi che danno la garanzia del contrario. La vaccinazione ha come scopo quello di ridurre la possibilità dello sviluppo della malattia in forma grave e, di conseguenza, la morte.  Gli studi che sono stati messi in campo per la messa a punto del vaccino, perlomeno del prodotto Pfizer hanno determinato che si può essere portatori, ma non sviluppare la malattia in forma grave. Questo comporta che, la persona vaccinata se contrae il virus lo può anche trasmettere, ma non svilupperà la malattia in forma grave». Gianti prosegue sottolineando: Ecco perché le raccomandazioni internazionali che trasmettiamo alla nostra popolazione di vaccinandi sono quelle di continuare a mantenere le norme igieniche che abbiamo praticato fino a ora».

Per quanto riguarda l’estensione delle vaccinazioni fuori dai centri ospedalieri la dottoressa Gianti osserva che «la risposta del territorio è stata molto buona, sia in termini di interesse a ottenere il vaccino, sia in termini di collaborazione. Adesso siamo nella fase che interessa ottantenni, Rsa e disabili;  sono categorie che, attraverso le loro famiglie, i loro badanti, i medici generici, hanno dato un’adesione molto molto elevata». E proseguendo afferma: «Nelle varie realtà locali le Amministrazioni ci sono state di grande supporto, proprio come nel caso di Monchiero, dove oltre al mezzo mobile della fondazione ci è  stata data  l’opportunità di usufruire di locali idonei, per facilitare l’attesa, la somministrazione, la preparazione delle dosi. Questa è la dimostrazione che, incontrandosi a metà strada, quando ognuno fa bene il proprio mestiere, si creano delle sinergie importanti e anche fruttuose».

Gianti spiega anche come avviene l’approccio dell’utente over 80 al vaccino: «L’anziano è stato contattato dal sindaco, dai volontari e da coloro che collaborano con associazioni di volontariato  del paese, ed è stato informato dal proprio medico di base riguardo l’iniziativa. La modulistica – la scheda anamnestica e il consenso – sono stati consegnati e la persona è stata aiutata nella compilazione di tutto. Secondo degli elenchi che ci sono stati forniti nei giorni precedenti, per darci anche la possibilità di ordinare il necessario quantitativo di dosi per le vaccinazioni, chiamiamo le persone a cui è stato dato appuntamento. Ci sono degli scaglioni orari, quindi non c’è assembramento. Le persone non arrivano tutte insieme, abbiamo 4-5 persone ogni ora, in modo che non si presentino tempi d’attesa eccessivi e ci siano anche i tempi giusti per lo smaltimento delle persone. In conclusione  penso che queste persone abbiano avuto una notevole facilitazione a venire a farsi vaccinare qui, piuttosto che doversi recare nei centri vaccinali dove c’è un maggiore afflusso di persone e che sono per loro anche un po’ più scomodi dal punto di vista della dislocazione territoriale».

Alice Ferrero

 

Nella fotogallery, alcuni momenti della giornata vaccinale

L’ambulatorio mobile polidiagnostico, donato dalla fondazione Nuovo ospedale Alba-Bra.