Ricca (Lega): «No a nuovi arrivi, abbiamo già dato». I vescovi: «Egoismo non è nello stile del Piemonte»

ACCOGLIENZA Fanno discutere le parole con cui l’assessore regionale alla sicurezza Fabrizio Ricca (Lega) esprime la sua contrarietà ad accogliere in Piemonte una cinquantina di migranti appena approdati sulle coste italiane. «La nostra contrarietà a questo progetto di distribuzione calato dall’alto è ferma. Come Regione abbiamo già fatto molto in questo senso, accogliendo in passato un numero più che considerevole di migranti destinati alle strutture del territorio». Così Ricca spiega la sua posizione. «Oggi, in un contesto di crisi economica e sociale portata dalla pandemia, chiedere al Piemonte e ai piemontesi di farsi carico dell’accoglienza di nuovi migranti vuole dire creare un precedente che peserà sui cittadini e non risolverà il problema. Possono le regioni italiane farsi carico da sole delle ondate migratorie che ci attendono da qui all’estate? Per noi la risposta è no. Per questo esprimiamo un parere fortemente negativo sulla possibilità che sia la nostra Regione a dover farsi carico dei nuovi arrivi

Ricca ricorda anche i provvedimenti presi dalla Spagna al confine con il Marocco.  «È stato schierato l’esercito, mi sembra strano che noi abbiamo una posizione diversa. Anche l’Europa si faccia sentire».

Sul tema è presto giunta una replica da parte dei vescovi. «Il Governo centrale si è attivato con la collaborazione delle Prefetture che in tanti territori, Piemonte compreso, hanno già identificato opportunità e assicurato la disponibilità di accoglienza per gruppi limitati di persone. Una presa di posizione da parte regionale ha evidenziato perplessità e sollevato eccezioni. Lo sguardo concentrato su di sè non è mai stato lo stile della gente del Piemonte. Nemmeno in momenti molto faticosi e difficili come gli attuali». Monsignor Cesare Nosiglia assieme a vescovi e rappresentanti delle Diocesi del Piemonte più toccati dalla gestione dei migranti  sottolineano che «l’impegno profuso in passato non solo non è scusante per un ritiro nel presente, ma è stimolo a costruire l’oggi e il domani in continuità con scelte che hanno dato qualità al vivere civile, al sentire umano, alla percezione religiosa della nostra regione. La solidarietà – aggiungono – con lo sforzo che tutto il nostro Paese sta mettendo, è un valore che va difeso e promosso anche quando affronta temi finora divisivi, perché il bene comune non è mai contro ma insieme».

Dall’opposizione Il vicepresidente del Consiglio regionale Mauro Salizzoni e la consigliera Monica Canalis ricordano come il sistema dei Comuni e il privato-sociale sarà, ancora una volta dare una risposta di civiltà.

«Le esibizioni muscolari sulla pelle di un manipolo di disperati, non sono politica ma cinismo. Non possiamo credere che un territorio come il Piemonte, che vanta una consolidata tradizione di solidarietà, non sia in grado di accogliere 50 migranti» affermano gli esponenti del Pd. «Non si tratta di contrapporre alle chiusure rancorose un’accoglienza illimitata, ma di assumerci le nostre responsabilità a fronte di un dramma umanitario, nel rispetto delle regole nazionali e internazionali. Il presidente Cirio venga in Consiglio a chiarire quali sono le reali intenzioni della sua Giunta e se condivide quanto espresso dall’assessore Ricca».

«L’assessore Fabrizio Ricca dovrebbe andare fiero di governare una Regione solidale», afferma il capogruppo di Liberi uguali verdi in Piemonte, Marco Grimaldi, commentando le parole dell’esponente della Giunta Cirio con delega all’immigrazione. «I pericolosi individui che terrorizzano Ricca – dice Grimaldi – fanno parte di un gruppo di 400 persone di cui 150 minori per lo più non accompagnati e 20 bambini sotto i 13 anni. Tantissimi sono affetti da ipotermia, disidratazione, malnutrizione, perdita di coscienza, molti con traumi gravi e segni di percosse. Io spero che chi ha scelto di stare dalla parte dell’odio per ottenere facile consenso almeno nel segreto della coscienza si vergogni. L’assessore Ricca – dice ancora Grimaldi – ha ragione: il Piemonte ha già fatto molto in passato e le nostre strutture di accoglienza sono fra le migliori in Italia. Voglio sperare che la Giunta regionale faccia di tutto per tutelare queste persone già duramente provate da campagne aggressive e umilianti».