Sicuri che non siamo soli nelle difficoltà della vita

PENSIERO PER DOMENICA – SANTISSIMA TRINITÀ – 30 MAGGIO

Che strano destino ha avuto il mistero della Santissima Trinità! Per il sentire comune e per la pietà popolare è il mistero più lontano dalla vita: un’astratta definizione da mandare a memoria al catechismo o un discorso per iniziati, riservato ai teologi. Anche la festa della Trinità è una ricorrenza di serie B. Invece, scorrendo le letture della domenica, si scoprono spunti essenziali per la nostra vita. Riflettere sulla Trinità non è contemplare un Dio infinitamente lontano, ma cogliere i segni della sua presenza vicino a noi. Ecco come si manifesta questa presenza.

Un particolare della Trinità di Masaccio (1401-1428) nella chiesa fiorentina di Santa Maria Novella. Il Padre sostiene Cristo in croce e da mezzo ai due si sprigiona lo Spirito Santo in forma di colomba. L’opera è stata realizzata intorno al 1426-28, poco prima della morte.

Scelti da Dio Padre. Come ben sintetizzato nel Deuteronomio (4,32-34.39-40), mai nessun popolo, sulla terra si è sentito, come Israele, scelto da Dio. È la fede ebraica, che poi è passata nella fede cristiana, con la precisazione che «Dio ci ha scelti in Cristo». L’essere stati scelti da Dio come suoi interlocutori dà sicurezza per camminare nella vita, con chiare indicazioni di cammino quali i comandamenti e conduce alla gioia di vivere. Non implica – testo biblico alla mano – nessuna forma di superiorità e meno ancora giustifica la violenza, quale quella che nuovamente sta insanguinando i territori della Palestina.

Abitati dallo Spirito Santo. L’apostolo Paolo, nella lettera indirizzata ai Romani (8,14-17) spiega la vita cristiana come una vita pervasa dallo Spirito. È lui che ci rende capaci di pregare, che ci fa da guida e soprattutto che ci rende figli. Come tali, possiamo vivere un rapporto con Dio-Padre non di paura, ma di amore e di fiducia. Il capitolo 8 della lettera ai Romani è un grande inno alla fiducia: un sentimento necessario per affrontare i passaggi problematici della vita come quello che stiamo vivendo. Solo chi guarda il domani con fiducia ha la forza per ripartire.

Mandati da Gesù ad annunciare il Vangelo. Gli ultimi versetti del Vangelo di Matteo (28,16-20) riportano il compito che Gesù ha assegnato ai suoi discepoli, nel corso di un’apparizione in Galilea: «Andate e fate discepoli tutti i popoli». Un compito chiaramente impossibile per uno sparuto gruppo di persone semplici, che per di più «ancora dubitavano». Gesù non si spaventa dei loro dubbi, ma offre loro la sua rassicurazione finale: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Credere nella Trinità è essere convinti che non siamo soli ad affrontare le difficoltà della vita.

Lidia e Battista Galvagno