Webtax, il Piemonte propone aliquota 15% allo Stato

WEBTAX Il Consiglio regionale approva la proposta di legge al Parlamento per la revisione della “webtax”, ovvero l’aumento dell’aliquota dal 3 al 15% sui ricavi derivanti da servizi digitali. Viene inoltre chiesta un’aliquota straordinaria del 30% su tutte le transazioni commerciali realizzate durante il periodo di emergenza, a causa della distorsione della concorrenza dovuta alle misure di contrasto disposte dal Governo.

«Un intero tessuto economico di vicinato non ha potuto lavorare a causa delle restrizioni, con il rischio di collasso. La Regione ha erogato contributi a fondo perduto, abbiamo aiutato il commercio piemontese. In questo contesto abbiamo pensato a una soluzione per introdurre un riequilibrio di natura fiscale, una misura di giustizia anche sociale. Imprese multinazionali hanno utilizzato un vantaggio iniquo, la webtax nazionale è stata introdotta tardi con un’aliquota insufficiente», ha spiegato l’assessore ai rapporti con il Consiglio Maurizio Marrone.

Il capogruppo Raffaele Gallo e Diego Sarno (Pd) hanno evidenziato come «questa proposta sia un annuncio e nulla di più. Non compete, infatti, alla Regione intervenire su un tema che è nazionale, ma soprattutto europeo. Utilizziamo le nostre leve fiscali, quelle che ci consentirebbero di intervenire subito e lavorare a un piano che aiuti davvero il commercio».

Per Paolo Bongioanni (Fdi) «bisogna trovare un equilibrio tra il commercio online e quello di vicinato. Se guardiamo i dati, le grandi multinazionali hanno incrementato il loro volume di affari di oltre il 50%, mentre moltissime piccole attività hanno chiuso. Sostenere imprese artigiane diventa un obbligo».

«Condividiamo il fine ma non il metodo – ha spiegato Sean Sacco (M5s) – la prima reazione degli Usa alla proposta italiana è stata quella di minacciare sanzioni alle nostre imprese che esportano, in Piemonte il valore dell’esportazione verso gli stati uniti è di circa 3,5 miliardi di euro. La proposta avanzata da Biden potrebbe essere una buona soluzione, solo con un unico metodo di tassazione negli stati europei e negli Stati Uniti potremo far pagare le tasse ai grandi colossi impedendo così manovre fiscali elusive senza ritorsioni per le nostre Pmi».

Parere favorevole da parte della Lega, che per voce di Alberto Preioni ha sottolineato «il grido di allarme che arriva da piccoli artigiani e commercianti che stanno guardando al futuro. La nostra non è una lotta retrograda, vogliamo garantire equità e ridurre le distorsioni di un capitalismo globale. Nella società sta nascendo il desiderio di tornare ai valori di una volta, il nostro sistema economico deve essere preservato e molto passa anche dal comportamento di ciascuno di noi».

Marco Grimaldi, primo firmatario dell’Odg approvato all’unanimità che impegna la Giunta a rivedere la convenzione con Agenzia delle entrate e Guardia di finanza per aprire dossier su grandi multinazionali con sede o che fanno profitto in Piemonte, ha evidenziato come «ci siano soggetti che fanno profitti in Italia, ma grazie a pratiche di ‘profit shifting’, sottraggono risorse preziose al nostro fisco. Agire sull’aliquota Irap è l’unico modo con cui la Regione può tentare di aumentare le tasse a chi mina alla base anche il nostro sistema sanitario».

«Oggi è un giorno importante perché il Consiglio regionale ha appena approvato, su proposta della nostra Giunta, un disegno di legge che rappresenta un atto concreto di tutela dei piccoli, chiedendo allo Stato di aumentare, per il periodo della pandemia, la tassazione per le grandi piattaforme di vendita online e di destinarne i proventi al sostegno delle piccole attività commerciali ed artigianali chiuse dal lockdown. Un provvedimento di buonsenso, equità e giustizia», ha concluso il presidente della Giunta Alberto Cirio.