Marello interroga la Giunta regionale sui provvedimenti da prendere per evitare incidenti sul lavoro

TORINO Nel corso della seduta del Consiglio regionale di oggi, martedì 8 giugno, il consigliere Pd Maurizio Marello ha presentato un’interrogazione a risposta immediata avente per oggetto gli infortuni sul lavoro, tematica al centro delle cronache da tempo nella nostra regione. A titolo di esempio basti citare l’incidente che, lo scorso 4 giugno, ha coinvolto due lavoratori, Giovanni Battista Messa 58 anni di Pocapaglia e Gerardo Lodovisi 45 anni di Nizza Monferrato, i quali hanno perso la vita sul lavoro presso una nota casa vinicola in Cossano Belbo, la Fratelli Martini. Il decesso pare essere stato causato dalle esalazioni di gas provenienti da una cisterna vuota. Per la dinamica dell’accaduto l’infortunio mortale ricorda molto quello avvenuto l’anno scorso in un’azienda agricola del cuneese dove persero la vita due giovani fratelli. Questi e altri recenti incidenti hanno motivato l’interrogazione di Marello che ha chiesto all’assessore competente quali provvedimenti la Giunta intenda assumere in merito per quanto di competenza regionale.

«Dai dati ufficiali si evince che in Piemonte, dal 1° gennaio all’11 maggio 2021, sono accaduti 14 infortuni mortali, a cui occorre aggiungere gli ultimi due sopracitati», ha precisato nel corso della seduta Marello, aggiungendo che: «nel nostro Paese e anche nella nostra regione gli incidenti sul lavoro, mortali o con postumi permanenti, costituiscono una vera e propria piaga, con numeri ancora elevatissimi. Ciò significa che nonostante le normative che si sono succedute negli anni, le condizioni lavorative soprattutto in certi comparti (tra i più colpiti troviamo quello agricolo, quello edile e quello manifatturiero) sono ancora lontane da un’adeguata sicurezza». Ha aggiunto infine il consigliere Marello: «Lavorare in sicurezza è un diritto fondamentale di ogni lavoratore ed è inaccettabile che vi siano ancora così tante vittime o infortuni gravi con postumi permanenti nei luoghi di lavoro. Il sistema dei controlli si palesa ancora insufficiente e i costi umani, sociali ed economici di questa emergenza sono elevatissimi. Non ultimi vanno sottolineati l’esigenza di formazione continua dei lavoratori (che nell’ultimo anno, a causa della pandemia, ha subito rallentamenti) e il sostegno economico alle aziende finalizzato ad investimenti nei macchinari affinché siano sempre rinnovati e sicuri».

L’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, è intervenuto in risposta all’interrogazione sottolineando come il tema sia delicato e importante per la comunità. In particolare l’assessore ha riportato i dati relativi al computo degli incidenti da asfissia/anossia sul lavoro caratteristici del settore enologico (simili a quello recentemente avvenuto a Cossano Belbo) ritenendoli in numero decisamente inferiore rispetto al passato, per effetto dei controlli condotti dalle imprese stesse, dai Nas, dall’Ispettorato del lavoro, da Spresal, dall’Inail. Ha spiegato Icardi: «In aggiunta all’attività routinaria l’assessorato ha ricostituito il Comitato regionale di controllo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e gli organismi collegati e sta attuando, in collaborazione con Inail, un Piano mirato di prevenzione specifico per gli ambienti confinanti in agricoltura nell’ambito del Piano regionale di prevenzione. Inoltre, il Piemonte partecipa al gruppo di lavoro di Agenas per la definizione dei modelli organizzativi e delle dotazioni organiche degli Spresal». Ha concluso Icardi: «Tuttavia, nonostante gli accertamenti siano numerosi e la formazione sia prevista per legge, sarà fatto tutto quanto è in nostro potere per migliorare ulteriormente i controlli e la formazione dei lavoratori».