I danni del cybersex secondo Cesare Guerreschi

L’INTERVISTA Cesare Guerreschi, psicologo e psicoterapeuta, opera nel campo delle dipendenze, è fondatore e presidente della Società italiana intervento patologie compulsive (Siispac). Per le edizioni San Paolo ha pubblicato New addictions e La dipendenza sessuale.

Cosa si intende con cyberporn e cybersex?

«Con il primo termine si fa riferimento al materiale pornografico reperibile sul Web. Per cybersex si intende la partecipazione a pratiche sessuali on-line, che possono consistere in chat erotiche, sesso virtuale tramite video camera e videochiamate, in collegamento con partner virtuali».

Perché si ricerca il cyberporn?

«L’essere umano, da sempre, è attratto da immagini riferite alla sessualità. La pornografia può consentire di accrescere le fantasie sessuali e incrementare l’eccitazione durante la masturbazione. Inoltre, permette di soddisfare desideri repressi senza realizzarli concretamente. Ciò che si vede in un video o in un’immagine non coincide per forza con una messa in atto. Spesso, scenari immaginari hanno un effetto catartico e consentono di liberare angosce altrimenti opprimenti. Dalla preadolescenza in poi la ricerca è mossa anche dalla curiosità, dal momento che di rado si registra un’adeguata educazione alla sessualità da parte delle famiglie e della scuola».

Perché è pericoloso e come può trasformarsi in dipendenza?

«La pornografia on-line è pericolosa perché, rispetto al passato, si registra una netta diminuzione del tempo tra insorgenza del desiderio e la risposta comportamentale. Così, attraverso veri e propri automatismi, nel tempo si verificano cambiamenti nei circuiti neurali. Si ha la dipendenza quando la persona perde il controllo del proprio comportamento e non riesce più a farne a meno, nonostante tale comportamento possa portare a conseguenze oggettivamente dannose. La dipendenza comportamentale si innesta su un terreno fertile quando ci sono problemi personali, psicologici, sociali o relazionali e la pornografia può rappresentare una via di fuga».

Come si riconosce una persona dipendente da pornografia?

«Agli inizi della dipendenza, la persona vive una doppia vita, isolando il rapporto problematico con la pornografia dal resto. I primi campanelli di allarme possono essere a livello dell’intimità di coppia, in cui sono frequenti disfunzione erettile, impotenza e calo del desiderio. Accade soprattutto di fronte a partner femmine, continuamente messe a confronto con attrici di film hard e con canoni estetici in cui possono non rientrare. Poi, si registrano nervosismo, irritabilità e perdita di interesse per attività quotidiane prima svolte con cura e passione. In generale, dall’esterno si assiste a un cambiamento nel comportamento e nell’emotività della persona, che spesso finisce per isolarsi».

Quando si diventa dipendenti da pornografia?

«Quando la visione di materiale pornografico riduce in modo drastico la qualità della vita. C’è un crescendo sia in termini di quantità di tempo speso davanti al cyberporn, che di qualità dei contenuti, per esempio cercando materiale sempre più estremo, correndo anche rischi legali, come accade nella ricerca di materiale illegale. L’astinenza indica quei sintomi di malessere, sia fisico che psicologico, che si presentano quando si sospende la visione di questi contenuti».

Quali rischi corre chi soffre di questa dipendenza?

«A livello emotivo sono caratteristici senso di colpa, vergogna, vissuti ansiosi e depressivi che confermano la tendenza all’isolamento di queste persone. Le ripercussioni non sono solo sul piano psicologico, ma anche fisico. La qualità del sonno si riduce, aumenta lo stress ed è danneggiata la risposta del sistema immunitario, incidendo sulla salute della persona. Tutto questo comporta una riduzione della qualità di vita in generale e spesso comporta la perdita dei legami familiari, problemi in ambito lavorativo e isolamento sociale, irritabilità e nervosismo».

Come si può uscire dalla dipendenza?

«In primo luogo, è importante riconoscerla: ancora oggi non tutti i professionisti attribuiscono la giusta importanza a questa situazione. Quindi, è necessario chiedere aiuto a professionisti e strutture esperti nel campo delle nuove dipendenze».

Cosa vorrebbe dire ai giovani che fanno alto uso di materiale pornografico?

«L’uso e soprattutto l’abuso della pornografia rappresentano un impedimento al raggiungimento della maturità sessuale, togliendovi il gusto e il piacere di vivere e crescere in una sessualità sana. Non esitate a parlarne con i genitori, a scuola, ed eventualmente rivolgetevi ai consultori vicino casa».

Walter Colombo

INCHIESTA: Una prigione invisibile