Liste fasulle alla comunali: Moncucco Torinese coinvolto nello scandalo de l’Altra Italia

ASTI Una delle 23 liste fasulle presentate dal partito l’Altra Italia, travolto ieri (venerdì 24 settembre) dai sette arresti operati dalla Guardia di finanza di Este (provincia di Rovigo), aveva partecipato alle elezioni amministrative di Moncucco Torinese, quasi 900 abitanti,  nel Nord della provincia, andato al voto nel settembre del 2020. Altri enti interessati si trovano nell’Alessandrino e nel Savonese e nelle circoscrizioni di altre dieci Regioni italiane da Nord a Sud.

Il metodo utilizzato dal movimento, per ottenere seggi nei consigli degli enti locali, e quindi maggiore visibilità a livello nazionale, era semplice: reclutare i candidati aloro insaputa falsificando addirittura le firme di adesione alle liste, con l’aiuto di alcuni consiglieri già eletti nelle file del partito. La scelta di concorrere nei piccoli enti per una ragione precisa: era più semplice eludere i controlli serrati sulla documentazione dei candidati, nelle cui file sono finiti, ignari di tutto, alcuni ultraottantenni, persone con difficoltà motorie residenti, per lo più nel Foggiano e Leccese, a centinaia di chilometri dai Comuni dove si svolgevano le consultazioni.

I candidati venivano a sapere della loro iscrizione alle liste solo nel caso di nomina nei consigli comunali, alle quali rinunciavano con conseguenze destabilizzanti per gli enti locali, a rischio commissariamento. Ad avviare l’inchiesta sono stati i filmati della popolare trasmissione Striscia la notizia, relativi a due centri in provincia di Rovigo: Barbona e Vighizzolo d’Este, dalla segnalazione la Guardia di finanza ha ricostruito i metodi utilizzati per comporre le liste e raccolto elementi probatori che hanno indotto il Tribunale di Rovigo a richiedere gli arresti domiciliari per il segretario del partito e l’obbligo di firma per altre quattro persone, due dei quali dirigenti del movimento: sono 15 le persone segnalate alla Procura dalla fiamme gialle per le condotte truffaldine. Gli indagati dovranno rispondere di condotte atte a alterare il corretto svolgimento delle pratiche di voto.

Davide Gallesio